Il Tar sospende il provvedimento della Questura: il locale "La Chiesetta" può riaprire

Dopo dieci giorni il locale di via Emilia Parmense (al centro di una serie di controlli per alcune irregolarità) può riaprire i battenti: lo ha deciso il Tar di Parma: «Sanzione sproporzionata e dubbi sui reali pericoli per le persone»

il locale "La Chiesetta"

“La Chiesetta” di via Emilia Parmense va riaperta. Il Tar di Parma accoglie il ricorso che il locale pubblico di San Lazzaro aveva presentato dopo la chiusura e sospende momentaneamente gli effetti del provvedimento, fino alla sentenza prevista per la fine di febbraio. Il questore Pietro Ostuni aveva chiuso “La Chiesetta” per un mese applicando l’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Il provvedimento, valido dal 30 gennaio, si era reso necessario - spiegò la Questura - al termine di una serie di diverse violazioni accertate. Risse (per le quali i gestori non hanno chiamato le forze dell'ordine), musica troppo alta, casi frequenti di ubriachezza, decine di auto parcheggiate ai lati della carreggiata e mancata licenza per i pubblici spettacoli. Quest’ultima fattispecie è stata ravvisata più volte anche per il Madhouse di via Bay, costretto a cedere la licenza.

Il Tar, in sintesi, motivando la sospensiva, ha ritenuto sproporzionata la sanzione per il locale (rappresentato dall'avvocato Andrea Cremona): in genere, si applica la chiusura per 15 giorni, non per 30. Inoltre, i giudici amministrativi hanno sollevato dubbi su una reale situazione di immediato pericolo per le persone. Il Tar non ha, però, criticato il potere della Questura di svolgere controlli ed emettere sanzioni. Alla fine del mese, il collegio dei giudici amministrativi si riunirà e deciderà se sospendere definitivamente l’atto della questura. La parola, infine, passerà al giudice che valuterà l’eventuale annullamento dell’atto e la richiesta di danni.

La Chiesetta accanto all'università Cattolica e davanti al Collegio Alberoni fu oggetto di diversi controlli e interventi da parte delle forze dell’ordine negli ultimi mesi. Il 20 dicembre gli avventori chiesero aiuto al 113, segnalando alcune persone ferite da una bottiglia. I poliziotti, arrivati sul posto, avevano individuato un ragazzo ferito alla testa e anche un'ambulanza che lo stava medicando. Nel corso della nottata si è poi appurato che anche un secondo giovane era rimasto ferito (prognosi di 7 e 15 giorni). Il 29 novembre un'altra richiesta di intervento in via Leonardo Da Vinci: qui gli agenti avevano trovato alcuni ragazzi che avevano detto di aver litigato a "La Chiesetta" poco prima: uno dei due aveva un dente rotto e un ematoma in viso. «I gestori non hanno chiamato la polizia e non hanno fatto nulla, ciò denota – fecero notare ancora dalla questura - una mancanza di interesse nella corretta gestione dell'attività imprenditoriale del locale che passa anche nel cercare di impedire che certe situazioni degenerino». «E poi ancora il 24 aprile - informa la questura - sono state accertate irregolarità di impiantistica e l’assenza delle tabelle che indicassero gli orari. L'11 luglio è avvenuto uno spettacolo con dj con più di 100 persone senza le autorizzazioni previste, ossia la licenza per pubblico spettacolo e non solo quella per la somministrazione di cibo e bevande, il 10 settembre infine la polizia locale aveva trovato la zona esterna adibita a somministrazione di cibi e bevande con uno spettacolo musicale». Ma nella giornata di oggi il Tar ha accolto il ricorso presentato dalla S.G.E. S.r.l., società che gestisce il locale di San Lazzaro, che può così riaprire i battenti fino alla camera di consiglio, prevista per la fine di febbraio.

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