rotate-mobile
Cronaca

Il vescovo Ambrosio: «Stupito della rinuncia di papa Benedetto XVI»

«Con grande stupore ho appreso la notizia della “rinuncia al ministero di Vescovo di Roma, successore di san Pietro” da parte di Benedetto XVI. Un annuncio che mi ha molto sorpreso e che ha sorpreso tutti»

«Con grande stupore ho appreso la notizia della “rinuncia al ministero di Vescovo di Roma, successore di san Pietro” da parte di Benedetto XVI. Un annuncio che mi ha molto sorpreso e che ha sorpreso tutti. Lo stesso Papa afferma che si tratta di una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa: “dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino». Lo spiega, in una nota, il vescovo Gianni Amborsio, che interviene commentando la notizia della rinuncia al pontificato da parte di Benedetto XVI, annunciata oggi al mondo durante il concistoro a Otranto.

«Ho avuto la gioia di incontrare Benedetto XVI qualche giorno fa, sabato 2 febbraio, nella Visita ad limina. Era a fine mattinata, certamente era affaticato ma molto vigile, con domande precise sulla nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio. Ora, dopo la comprensibile sorpresa del primo annuncio di agenzia, ammiro il coraggio e l’umiltà di questa decisione. È un atto coraggioso e umile, nel senso che il Papa ha tenuto fede a quanto aveva dichiarato in alcune occasioni e soprattutto all’inizio del suo Pontificato, quando, il 19 aprile 2005, disse queste prime parole: “Dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i signori Cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”. Quando si è reso conto che “il vigore del corpo e dello spirito” stava diminuendo e gli impediva di “amministrare bene il ministero” a lui affidato, non ha esitato a rassegnare le dimissioni, assicurando che “anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio”».

«Siamo nell’Anno della fede voluto da Benedetto XVI e proprio in questo anno egli lascia il gravoso servizio petrino, come per ricordarci che è il Signore a dirigere la sua Chiesa. È una lezione di fede. Da tempo era programmato il nostro pellegrinaggio diocesano a Roma, alla sede di Pietro, con l’udienza papale prevista proprio per il 27 febbraio. Saremo là con il nostro gruppo di duecento piacentini ad esprimere al Santo Padre il nostro affetto filiale e la nostra grande riconoscenza e ad invocare lo Spirito Santo perché  illumini i Cardinali nel difficile compito di eleggere il successore di questo Papa amabile e umile».  

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il vescovo Ambrosio: «Stupito della rinuncia di papa Benedetto XVI»

IlPiacenza è in caricamento