rotate-mobile
Cronaca Galleana

«Il voltafaccia di Dosi ha provocato l'uccisione cruenta di Agostino»

L'associazione animalista piacentina Arca di Noè ha depositato un'istanza di accesso agli atti a tutti gli enti pubblici coinvolti nell'uccisione del cinghiale con lo scopo di verificare se sussistano estremi per eventuali iniziative di tipo legale

L'associazione animalista Arca di Noè ha depositato un'istanza di accesso agli atti a tutti gli enti pubblici coinvolti nell'uccisione del cinghiale Agostino il 23 giugno al parco della Galleana con lo scopo di verificare se sussistano estremi per eventuali iniziative di tipo legale.

"Troppi i dubbi circa la regolarità del blitz sfociato in una vera e propria mattanza, con tanto di immediata eviscerazione del selvatico, che, nei giorni precedenti, la cittadinanza aveva simpaticamente battezzato Agostino. Sentiamo come imperativo il dovere di assolvere in modo concreto il nostro ruolo istituzionale, cioè quello di vigilare sul rispetto delle leggi in materia di fauna selvatica ed, in generale, di tutela degli animali", si legge in una nota dell'associazione piacentina. 

"Non ci spaventa - continua - l’atteggiamento di quanti ritengono eccessiva la nostra condanna rispetto al ricorso troppo disinvolto alle armi per gestire criticità che coinvolgono altri esseri viventi. Ribadiamo le ferma indignazione per il voltafaccia del sindaco uscente Dosi il quale, dopo aver acconsentito alla cattura incruenta di Agostino, autorizzando l’intervento del centro faunistico Il Pettirosso di Modena per la telenarcosi, ha, di fatto, creato ritardi burocratici e operativi per poter poi preferire le solite squadre di spietati cacciatori. Non riteniamo neppure credibile la farsa del fallito tentativo di sedazione, prima del colpo di carabina, in quanto le modalità stesse del blitz sono incompatibili con un’ipotesi di telenarcosi".

"Quest’ultima presuppone un appostamento a debita distanza in un momento di relax dell’animale, come fanno i veterinari in Africa che, per studiare o catturare elefanti, rinoceronti o grossi felini, si posizionano addirittura “sottovento” per non far percepire la presenza umana. Al parco della Galleana, la tecnica dell’irruzione violenta da parte di una trentina di cacciatori minacciosi, accompagnati dai latrati di cani eccitati, ha evidentemente causato uno stato di panico e terrore in Agostino che, accerchiato e braccato, senza via di fuga, ha vanificato l’effetto del narcotico".

"Ogni anno - continua il presidente, l'avvocato Silvia Felice - in Italia vengono trucidate centinaia di migliaia di ungulati, nell’ambito di programmi di contenimento formalmente legittimi, ma questo non deve farci desistere dal denunciare i casi di presunti abusi e dallo stigmatizzare scelte politiche ipocrite e scellerate. La vita di un selvatico che, nello specifico contesto, non costituiva minaccia all’incolumità o sicurezza pubblica, meritava di essere preservata in conformità ai dettami di legge, al buon senso ed al grado di civiltà della gente del posto".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Il voltafaccia di Dosi ha provocato l'uccisione cruenta di Agostino»

IlPiacenza è in caricamento