Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Gonfiava le buste paga dei lavoratori e ne intascava una parte, impiegata nei guai per 2 milioni di euro

Indagata a Bologna una piacentina di Carpaneto alla quale sono stati sequestrati preventivamente dalla Guardia di Finanza beni per 1,5 milioni

(Repertorio)

Una donna piacentina di Carpaneto è finita nei guai per truffa, frode informatica, accesso abusivo ad un sistema informatico e autoriciclaggio. E' stata indagata dalla Procura della Repubblica di Bologna dopo che la Guardia di Finanza ha scoperto che per anni, tra il 2007 e il 2018, avrebbe rubato ingenti somme di denaro prelevandole di nascosto dalle casse della società per la quale lavorava come addetta al pagamento delle buste paga e dei contributi previdenziali dei lavoratori. Le fiamme gialle riferiscono che la piacentina - che si sarebbe intascata qualcosa come due milioni di euro (poi reinvestiti - dicono - in attività speculative ad alto rendimento) per truffare la società effettuava la generazione di due cedolini paga per i lavoratori: il primo relativo alle competenze mensili spettanti agli impiegati da contratto di lavoro, il secondo utilizzato per accreditare illecitamente, su un altro conto corrente, una quota non dovuta di retribuzione. Una volta avvenuto l'accredito, quindi, il cedolino paga irregolare veniva sistematicamente cancellato e sostituito con quello corretto.
I finanzieri, al termine dell'operazione denominata "Mani di Fata", e dopo aver tracciato tutti i movimenti su vari conti correnti, hanno proceduto al sequestro preventivo di beni per un valore di un milione e mezzo di euro, sia in denaro depositato su conti correnti bancari e conti gioco, sia in fabbricati e terreni nei comuni di Carpaneto e Farini.

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