Imputato atteso per il processo, ma lui era evaso

Un senegalese accusato di spaccio davanti alle scuole era agli arresti domiciliari. Il giudice scopre che non si presenta perché era evaso. Era stato arrestato dalla polizia

Immagine di repertorio

Colpo di scena nell’aula del Tribunale. Il giudice, il pm e gli avvocati stavano aspettando l’imputato, un senegalese di 23 anni, per il processo che lo vedeva accusato di spaccio. Il ragazzo, che vive a Piacenza e che è agli arresti domiciliari, però, non c’è. L’avvocato Nicola Caiola che sostituisce la collega Veronica Bardugoni le telefona. Il giudice Sonia Caravelli corre a informarsi. Poi, il colpo di scena: il giudice annuncia che il 23enne è evaso dagli arresti domiciliari. Si è concluso così, tra l’incredulità e lo sdegno, il processo che è stato, poi, rinviato in aprile. Il senegalese era accusato di aver spacciato davanti ad alcune scuole tra il 2015 e il 2017. La polizia aveva messo fine alla sua carriera di spacciatore facendolo finire prima in carcere e poi ai domiciliari. Una sistemazione che gli stava stretta. Stanco di aspettare i tempi della giustizia italiana ha così deciso una liberazione anticipata fai da te. Ad ora non dello straniero non c'è traccia. 

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