In arrivo a Piacenza un “albo delle badanti”

In giunta arriva l’ok all’iniziativa “PiaceCare”, un servizio sperimentale di intermediazione tra domanda e offerta

L'assessore Stefano Cugini

Un po’ per qualificare il servizio di assistenza, un po’ per contrastare il mercato sommerso e affidarsi a prestazioni ben definite. Potrebbe partire a Piacenza “PiaceCare”, un servizio sperimentale di intermediazione tra domanda e offerta. L’idea, avanzata dall’assessore Stefano Cugini, ha ricevuto l’approvazione della Giunta. Piacenza potrebbe avere a breve un “albo delle badanti”, una sorta di registro di persone qualificate in grado di offrire alle famiglie piacentine questo genere di servizio.

«Qui in assessorato – commenta l’assessore al welfare Stefano Cugini - abbiamo la fissa di qualificare l’offerta di servizi di cura alla persona e alla famiglia, per favorire l’intgrazione sociale e lavorativa di quei cittadini che sono o vogliono impegnarsi nei servizi socio-assistenziali a domicilio. Vogliamo aiutare i/le badanti, sostenerne la qualificazione e accompagnarne l’inserimento in un mercato del lavoro diverso da quello sommerso, così diffuso in questo ambito. PiaceCare è un servizio sperimentale di intermediazione, nato apposta per far incontrare domanda e offerta. Si basa sulla creazione di un registro di assistenti familiari preparate/i e sull’attivazione di uno sportello all’Informasociale, dove potranno rivolgersi tutte le famiglie che desiderano assumere regolarmente un assistente per anziani non autosufficienti o disabili.

Per essere inseriti nel registro, gli/le assistenti familiari che ne faranno richiesta dovranno avere alcuni requisiti: maggiore età; avere la cittadinanza italiana o di un paese UE o essere in possesso di regolare titolo di soggiorno a fini lavorativi; aver svolto almeno tre anni di impiego regolare nell’ambito delle attività di cura, documentati attraverso contratti di lavoro o buste paga, oppure avere un attestato di formazione nel lavoro di cura o nell’area servizi socio-sanitari (OSS, Dirigente di comunità, …); essere in grado di presentare almeno una lettera di referenza di un datore di lavoro; dimostrare adeguata conoscenza della lingua italiana, attestata attraverso il superamento di un test appositamente predisposto dal Comune (indicativamente corrispondente al livello A2).

All’informasociale si sosterranno i colloqui per acquisire, attraverso un’apposita check list – sottoscritta dall’interessato per presa visione – gli elementi necessari per effettuare l’incrocio tra domanda delle famiglie e offerta di assistenti. Come Comune promuoveremo, in collaborazione con soggetti del terzo settore e con l’Ausl di Piacenza, percorsi formativi gratuiti per l’ottenimento dei requisiti. Saranno momenti di qualificazione condotti da esperti nelle varie aree di competenza e a cui gli aspiranti potranno accedere previo superamento del test di conoscenza della lingua italiana. Ci saranno momenti di aula e autoformazione in contesti e postazioni specificamente allestiti. Il corso si concluderà con un test di verifica.

Le famiglie che hanno intenzione di combattere il mercato sommerso e affidarsi a personale qualificato per assistere i propri cari, potranno rivolgersi allo sportello PiaceCare, contattando l’Informasociale. Fisseremo un appuntamento e approfondiremo in un colloquio il reale bisogno assistenziale e i vari elementi utili per individuare l’assistente famigliare più adatto. Ci impegnamo a fornire in 10 giorni lavorativi una rosa di candidati e i relativi Curriculum vitae. L’unico impegno che chiediamo alla famiglia è quello di darci in seguito un riscontro sull’esito dei contatti con gli assistenti proposti e sull’esperienza avuta, perché il parere delle famiglie è indispensabile per la crescita stessa del servizio».

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