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In aula il primo Codice Rosso piacentino, ma la storia è tutta da chiarire

Un 65enne accusato di maltrattamenti e lesioni verso la compagna di 46. Ma lei si contraddice davanti ai giudici e le versioni cambiano

E’ continuato nell’aula del Tribunale il primo caso piacentino di Codice rosso, la legge dell’agosto 2019 che ha voluto tutelare in modo più stringente le vittime delle violenze domestiche e di genere, facendo sì che le persone che hanno subìto aggressioni o maltrattamenti vengano sentite entro tre giorni dal magistrato. Pene severe per chi si macchia di questi reati - tantissimi i processi in questi giorni - e allontanamento immediato dall’abitazione con il divieto di avvicinare la vittima. Davanti al collegio presieduto da Gianandrea Bussi, a latere Ivan Borasi e Laura Pietrasanta, pubblico ministero Antonio Colonna, si è presentato un 65enne, difeso dall’avvocato Sara Stragliati.

Le indagini svolte dalla sezione investigativa della Polizia Locale avevano raccolto, secondo le accuse della vittime, una storia di maltrattamenti, e botte, a Piacenza che durava da una decina di anni. Il 65enne è accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti della convivente di 46. Una vicenda tutta da chiarire e che già con le prime testimonianze avrebbe fatto emergere situazioni diverse da quelle lamentate.

La donna è stata sentita nella scorsa udienza e la sua testimonianza ha ricevuto le contestazioni del pm e della difesa. Quando aveva denunciato i fatti, nel settembre, aveva detto di essere stata colpita da un calcio e finita contro un muro. Davanti ai giudici disse, invece, di essere stata spinta alla schiena e di essere finita contro il muro appoggiando le mani. Era comunque andata al pronto soccorso riportando una prognosi di pochi giorni. Scattò il Codice rosso e il 65enne venne allontanato dall’abitazione. La donna, poi, temeva che un’altra donna - ascoltata in aula il 14 luglio - avesse una relazione con il suo uomo e che lui trascurasse la compagna. Relazione, si è appurato, mai avvenuta. E’ stata anche ascoltata una assistente sociale che ha sottolineato come quella fosse una relazione travagliata e difficile da gestire, visto che la coppia era conosciuta dai Servizi sociali fin dal 2009.

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