Cronaca

In carcere i primi materiali contro il virus, ma non per tutti

Il sindacato Uspp: presi alcuni provvedimenti contro l’epidemia, ma i detenuti aumentano e gli agenti sono insufficienti

Dopo le preoccupazioni del sindacati arrivando i primi provvedimenti per il personale della polizia penitenziaria. Bloccati tutti i trasferimenti da e per l’istituto piacentino (esclusi casi eccezionali), sono arrivate le prime mascherine - «anche se in numero insufficiente» sottolinea il sindacato Uspp - il gel disinfettante, i guanti. Una circolare del ministero ha vietato l’ingresso in carcere di quei detenuti provenienti dall’area critica, cioè il lodigiano e tutta la Lombardia.

«Il clima all’interno del carcere è tranquillo - afferma Gennaro Narducci, segretario regionale Uspp - ma un po’ di preoccupazione c’è. Per tutti, personale civile, agenti e detenuti». Narducci afferma che «seguiremo le linee dettate dal Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap) e ministero della Salute. E’ stato varato un protocollo per fronteggiare la crisi. Il sindacato, comunque, monitorerà l’evoluzione della situazione, verificando che vengano applicati, nei fatti, i protocolli sanitari». Oggi, ad esempio, evidenzia il sindacato già si devono affrontare alcune malattie infettive che si diffondono grazie alla promiscuità, come l’Epatite C.

Ma la preoccupazione della Polizia penitenziaria è rivolta anche al sovraffollamento. L’Uspp, in una nota ricorda che i servizi (cucine, docce, spazi per la socialità) sono stati concepiti per circa 250 persone, mentre oggi il carcere ne ospita il doppio «e con un numero ridotto di personale». Secondo Narducci, l’Uspp propone l’applicazione di misure alternative per i reati minori «che ridurrebbe il sovraffollamento». Attualmente viene aggiunto un quarto letto in alcune celle del nuovo padiglione, un aspetto che non risolve il problema: aumentano i detenuti, ma il personale, già sotto organico, resta insufficiente.

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