In duemila in piazza contro lo sfruttamento, il caporalato e l'illegalità negli appalti

Corteo pacifico da piazzale Libertà a piazza Cavalli organizzato da Cgil, Cisl e Uil per la dignità dei lavoratori. Sul palco anche il sindaco Dosi e il presidente dalla provincia Rolleri: «Rispetto per la dignità di chi lavora»

Un momento del corteo

In duemila sono scesi in piazza per manifestare contro lo sfruttamento dei lavoratori nel pomeriggio del 22 settembre. Il corteo organizzato da Cgil, Cisl e Uil ha richiamato nella nostra città lavoratori dal tutta la regione. Da Piazzale Libertà hanno sfilato fino a piazza Cavalli dove sul palco hanno parlato Giovanni Luciano, segretario nazionale CISL, Giuliano Zignani, segretario generale UIL Emilia Romagna e Vincenzo Colla, segretario generale CGIL Emilia Romagna.

La nostra città è stata scelta per questa imponente manifestazione anche dopo la tragica morte dell'operaio egiziano il 14 settembre davanti alla sede piacentina della Gls a Montale. Tutti d'accordo nel dire basta ad appalti che calpestano i diritti di chi lavoro, basta al caporalato, basta ai morti sul lavoro. Piacenza, città emblematica per l'immenso polo logistico che ospita rappresenta idealmente tutte le altre realtà regionali. In Emilia Romagnaci sono stati 50mila infortuni sul lavoro solo nell'ultimo anno e i morti sono stati 76. 

«Vogliamo contratti nazionali, l'introduzione delle clausole sociali nei cambi di appalto. Cosa c'entrano i voucher (14 milioni in un anno) con la dignità? Serve cambiare il testo unico sugli appalti e ringraziare i nostri delegati sindacali che ogni giorno ci mettono la faccia e denunciano. La nostra regione ha tutti gli anticorpi per sconfiggere la deliquenza organizzata» hanno dichiarato nel comizio conclusivo.  «Siamo qui per ribadire l’impegno del Comune e della Provincia di Piacenza nella tutela della legalità, nella difesa dei diritti e della dignità del lavoro. Le nostre istituzioni credono fortemente in questi valori e saremo orgogliosi di rappresentare, nel corteo, una comunità che chiede ad alta voce il rispetto della persona umana, che non può mai venire meno in nome dello sviluppo economico», hanno dichiarato Francesco Rolleri e Paolo Dosi presenti sul palco insieme a diversi sindaci della provincia. Hanno aderito alla manifestazione anche Arci, Pd, Prc e Pci. A vigilare sul corteo carabinieri, polizia e polizia municipale.

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