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La banda in azione

La banda in azione

«In Italia è più facile rubare»: sgominata dai carabinieri una banda di ladri romeni

Organizzati, furbi e spregiudicati facevano furti da migliaia di euro per poi spassarsela sulla riviera romagnola. Queste le caratteristiche di una banda di ladri romeni che è finita in manette dopo mesi di intercettazioni e appostamenti dei carabinieri della stazione di Rivergaro

Organizzati, furbi e spregiudicati facevano furti da migliaia di euro per poi spassarsela sulla riviera romagnola. Queste le caratteristiche di una banda di ladri romeni che è finita in manette dopo mesi di intercettazioni e appostamenti dei carabinieri della stazione di Rivergaro con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti. 

La procura della Repubblica la settimana scorsa ha infatti emesso 7 ordinanze di custodia cautelare, quattro romeni sono finiti in carcere mentre tre risultano ancora latitanti. Intorno alla banda una fitta rete di ladruncoli e ricettatori che aiutavano nei colpi e nell'acquisto della refurtiva.  La banda ha "battezzato" nei mesi decine di negozi ed esercizi commerciali a Ravenna, Forlì, Perugia, Arezzo, Ancona e Rivergaro. Ed è proprio dopo il secondo colpo all'Ottica Negri nel paese dellla Valtrebbia la notte dell'8 aprile del 2014 che sono state avviate le indagini coordinate dal sostituto procuratore Emilio Pisante.

guasco maniscalco pisante cappelleri-2Intercettazioni, tabulati telefonici, l'intuizione e l'esperienza dei carabinieri hanno portato alla banda di romeni. Dal covo a Cesenatico si spostavano in auto di notte e quando non erano impegnati in soppralluoghi per studiare i punti deboli dei negozi o a rubare caraburante per la loro vettura, agivano: con tombini spaccavano le vetrine e poi iniziava la razzia. Una volta fatta man bassa di occhiali, capi di abbigliamento, computer e quant'altro, nascondevano la refurtiva nei campi per poi farla recuperare il giorno dopo dalla donna della banda. Questo permetteva loro una fuga, quasi sempre, sicura e una vita agiata. 

Addirittura in un'intercettazione - spiegano in Procura - parlavano di come in Germania fosse stato difficile rubare a differenza dell'Italia dove tutto era più facile. Il capo di questa organizzazione criminale anche quando si trovava in Romania spronava i suoi "collaboratori" a compiere furti con la minaccia di sostituirli se non si fossero fatti valere sul campo. «E' uno scenario inquietante quello che ci troviamo davanti, dove una banda fallisce ce n'è una pronta a sostituirla». Spiega il procuratore capo Salvatore Cappelleri. 

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