Inaugurato vicino al Municipale il monumento basculante dedicato a Giuseppe Verdi

Presentata in Comune da Alberto Esse una petizione per far ritornare la Muntà di Ratt identica a quella fotografata e immortalata da Gianni Croce

Il turista e i cittadini che alle 17 di oggi sono passati nei pressi del Teatro Municipale, hanno avuto il privilegio di incontrare sul loro cammino un micro cantiere d’artista: una specie di parallelepipedo irregolare coperto da un bianco lenzuolo con accanto un tavolino e l’autore della istallazione:Alberto Esse, l’operatore culturale e artistico, attivo dal 1964 nel campo delle arti visive, della scrittura, del design, della critica e della curatela. Di lì a poco senza la presenza di routine di autorità civili, militari e religiose, l’autore stesso avrebbe sollevato il telo scoprendo, unico in Italia e probabilmente nel mondo - il“Monumento Basculante a Verdi”; una sedia a dondolo con appoggiata l’immagine di Giuseppe Verdi ripetuta con quattro tonalità di colore diverso sullo stesso foglio, alla quale l’autore stesso di tanto in tanto imprime un tocco per far proseguire l’oscillazione basculante. Il tutto accompagnato dall’overture della Forza del destino e da altre celebri melodie del Maestro.

I monumenti viandanti (cioè in cerca di un posizionamento nella città) sono una tradizione di Piacenza – spiega Esse ai passanti che incuriositi scrutano l’installazione - basti ricordare le numerose location proposte per il monumento a S. Antonino (alla fine diventato monumento ruotante), alle tre collocazioni per una grande scultura astratta finita infine davanti a palazzo Farnese, al Monumento all’Emigrato che ha viaggiato virtualmente in tutta la provincia ecc. Ora sono in cerca di un luogo in città il Monumento provvisorio (sic!) della Muntà di ratt, il Monumento a Verdi che si vorrebbe davanti al Teatro Municipale (sic!) e il Monumento al Fante sfrattato .....

L’allusione è chiaramente rivolta al clamore che ha suscitato la collocazione in cima alla Muntà di ratt del Monumento ai Caduti Piacentini che, durante la guerra civile spagnola, hanno combattuto contro il fascismo, opera dell’artista Beppe Tirelli.  Un monumento pubblico, ribadisce Esse, è qualcosa di importante perché va ad incidere in modo permanente sulla città, se il monumento è artisticamente valido diventerà un segno qualificante mentre se non lo è, o se è posto in un luogo non adatto, sarà una macchia nel tessuto cittadino.Tra gli astanti qualcuno applaude, altri sorridono, altri ancora confessano di essere all’oscuro dell’evento evocato, ma l’artista già annuncia una nuova iniziativa, la presentazione al sindaco di un documento in cui si chiede:

1) Che la scalinata di via Mazzini denominata Muntà di ratt sia considerata monumento di cultura popolare e come tale sia restituita all’aspetto originale, ben documentato anche dalle foto di Croce. A tal fine si chiede la rimozione di qualsiasi intervento, che pur con fini lodevoli, insista sull'attuale scalinata impedendone o limitandone la piena visione: gazebo, ingombranti fioriere, il Monumento ai caduti per la Repubblica in Spagna,

2) Che, visto l'alto valore simbolico del Monumento ai caduti per la Repubblica in Spagna, si individui per lo stesso un idoneo sito ugualmente significativo e di uguale dignità del sito attuale.

Tra i primi firmatari oltre ad Esse leggiamo i nomi: Lino Baldini - Stefano Benedetti  - Paolo Maurizio Botticelli - Pietro Chiappelloni - Adriano Corsi - Domenico Ferrari Cesena - Adriana Gatti - Guido Lavelli - Anna Maria Lelli - Giuseppe Marchetti -Rosalba Sironi - Valerio Spagnoli - Silvana Trucchi  - Veniero - William Xerra.

Alberto Esse Monumento Verdi-2

Alberto Esse Monumento Verdi-2

Municipale-3

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