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L'inaugurazione simbolica

L'inaugurazione simbolica

Inaugurazione Casa rifugio per donne vittime di violenza: «Fenomeno in costante aumento»

Martelli (consigliere del presidente del Consiglio per le Pari Opportunità): «Per migliorare la situazione bisogna lavorare sull'educazione». Scardi (Telefono Rosa): «Chiamate in costante aumento». L'inaugurazione simbolica all'auditorium Santa Maria della Pace

Nella giornata di venerdì 25 settembre, alle 11.30, nell’ex sacrestia dell’auditorium Santa Maria della Pace in via Scalabrini, è stata inaugurata simbolicamente la Casa rifugio per donne vittime di violenza alla presenza dell’onorevole Giovanna Martelli, consigliere del presidente del Consiglio per le Pari Opportunità, dell’assessore regionale alle Pari Opportunità Emma Petitti e di Roberta Mori, presidente della commissione assembleare per la promozione di piena parità tra uomini e donne della Regione Emilia Romagna.

La Casa rifugio, che ovviamente ha un indirizzo riservato, offre 17 posti letto, a copertura delle tre fasi di accoglienza residenziale casa rifuguio 2-2necessarie per definire progetti mirati di aiuto alle donne vittime di violenza, che devono allontanarsi dal luogo di residenza: emergenza, indirizzo segreto, accoglienza finalizzata all'autonomia. È prevista anche l'attivazione di un Servizio di reperibilità sociale che, nelle fasce orarie di chiusura dei servizi, garantisca l'attivazione di interventi d’emergenza.

La Casa rifugio è uno dei servizi attivati grazie al protocollo d’intesa firmato il 4 settembre scorso dai Comuni di Piacenza, Castel San Giovanni e Fiorenzuola d’Arda,  dall’azienda Usl di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Asp Città di Piacenza, che mira ad implementare e potenziare gli interventi di ascolto e accoglienza, sul territorio provinciale, a favore di donne vittime di violenza di genere.

donatella scardi telefono rosa-2«In questo campo - spiega Donatella Scardi, presidente del Telefono Rosa - ci sono tipologie diverse di azione: l'indirizzo segreto che è un momento in cui la donna viene proprio allontanata dalla violenza per riappropriarsi di una quotidianità sana. Si tratta di percorsi lunghi perché le donne stanno nella casa rifugio per 5 o 6 mesi, a seconda del progetto che viene individuato. C'è poi una seconda accoglienza che è un po' meno blindata. Abbiamo poi il servizio di emergenza che serve quando il centro antiviolenza è chiuso: il sabato, la domenica, durante le feste. Viene fornito un numero alle forze dell'ordine e ai presidi sanitari a cui risponde un operatore che è reperibile quando il centro antiviolenza è chiuso». 

«Le chiamate al telefono rosa - continua la Scardi - aumentano ogni anno del 10 per cento. Nello scorso anno le chiamate ai nostri centralini sono state 430 e le donne seguite più di 200. E si sta parlando di tutti i casi di violenza emersi, purtroppo ce ne sono moltissimi altri che ancora non sono stati portati alla luce». 

«Il fenomeno della violenza sulle donne è in costante aumento. Per migliore la situazione - interviene Giovanna Martelli, consigliere del presidente del Consiglio per le Pari Opportunità - bisogna lavorare sull'educazione: è un punto fondamentale per contrastare il fenomeno della violenza e della discriminazione nei confronti delle donne che ricordiamoci, non sono minoranza, ma l'altra metà dell'umanità. La buona scuola contiene un comma specifico, il comma 16, dove si parla proprio di educazione alla parità tra i sessi: questa è la sfida che noi dobbiamo vincere». 

casa rifugio 3-2

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