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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Incendio doloso a Bologna, torna alla normalità la linea ferroviaria

I treni della linea convenzionale Bologna – Milano e della linea Bologna – Verona viaggiano con un aumento dei tempi di percorrenza di circa 30 minuti. Fabbri (Lega Nord): «Ergastolo ai terroristi della Tav»

Si segue la pista anarchica (si ipotizza un gruppetto di attentatori) intorno all'incendio di questa notte alla stazione Santa Viola, che ha gettato nel caos la circolazione dei treni.  Dopo che Scientifica e Digos hanno completato i rilievi sul posto, la Polizia di Stato - fanno sapere dalla Questura -ha dato il via a perquisizioni presso abitazioni di appartenenti all'area anarco-insurrezionale. A differenza di alcune altre nelle vicinanze, in particolare una scritta "No Tav" trovata nelle vicinanze del rogo risulta fresca e, quindi, si presume che possa essere stata tracciata nella notte: si trova sul muraglione un po' a curva parallelo ai binari.

"Se la scritta sul muraglione è fresca ce lo diranno i rilievi scientifici, ma è una possibilità concreta", spiegano dalla Polfer. Nessun dubbio comunque, già dai primi accertamenti, sul fatto che l'incendio sia di natura dolosa. In particolare, sono stati colpiti i cavi del sistema di gestione e controllo del traffico. Incendio in Stazione a Bologna: pista anarchica, via a perquisizioni domiciliari. Per l'accensione sono stati usati diversi fiammiferi antivento e brandelli di stracci: gli inneschi inizialmente erano solo tre, posizionati in un raggio di una sessantina di metri, precisa la polizia. Da quanto si apprende, i primi interventi antincendio sul posto sono stati attivati casualmente: "Fortunatamente, avevamo una pattuglia in giro questa notte nell'area - dice la Polfer - I tecnici della ferrovia ci hanno chiamato quando è saltato il primo pozzetto, segnalandoci che la linea era stata interrotta. In due minuti la nostra pattuglia è arrivata sul posto e ha visto le prime fiamme poco prima delle 4.30, alle 4.25. Con mezzi di fortuna, ovvero gli estintori delle nostre autovetture, i colleghi sono riusciti a spegnare i primi focolai. Poi sono intervenuti i Vigili del fuoco a fare il resto". Il tutto è stato reso più complicato dalla scarsa visibilità. «C'era una fitta nebbia, bisognava stare attenti a dove mettere i piedi. A cinque metri non si vedeva nulla», conclude Amato. Finora, a subire i disagi maggiori di circolazione sono stati i viaggiatori della tratta Av Milano-Bologna, dei treni ordinari lungo la stessa linea e di quelli della Bologna-Verona.

Alle 13.30 è tornata pienamente operativa la linea Bologna - Milano AV e i ritardi – che dalle 10.30 erano di circa 30 minuti – si stanno gradualmente azzerando. I treni della linea convenzionale Bologna – Milano, che hanno ripreso il servizio passeggeri nella stazione di Bologna Centrale alle 10.30, e quelli della linea Bologna – Verona viaggiano con un aumento dei tempi di percorrenza di circa 30 minuti e ancora qualche possibile cancellazione sul servizio, in attesa del termine delle operazioni di ripristino dell’infrastruttura tuttora in corso. Garantita l’informazione al pubblico in tutti gli impianti delle relazioni interessate e sull’intera linea Alta Velocità, anche con i monitor di Grandi Stazioni. Attivi dalle 4.30 i centri operativi territoriali interessati, coordinati dalla sala operativa centrale di Ferrovie dello Stato Italiane.

Fabbri (Lega Nord): «Ergastolo ai terroristi della Tav»

 «Ergastolo ai terroristi della Tav». Il consigliere regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, dopo l’ennesimo tentativo di sabotaggio delle linee ferroviarie – oggi alle porte di Bologna – chiede al sistema della giustizia “pene esemplari” e alle istituzioni di “mostrare i muscoli”, perché “è ora di finirla con ricattatori e sabotatori, il Paese non può essere ostaggio dei violenti. E’ chiaro che, dopo quanto visto in questi anni in Val di Susa, il cerchio si sta allargando. Questa gente ha dichiarato guerra allo stato e lo stato non può stare a guardare. In questo senso la recente assoluzione dall’accusa di terrorismo per i quattro attivisti no Tav della Val di Susa è stata una sconfitta per tutti. Questo Paese è in mano alle minacce dei violenti, troppo spesso si confonde la protesta con veri e propri atti sovversivi. Facchini che paralizzano l’attività di aziende, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro, criminali che sabotano le linee, bloccando i trasporti: è l’immagine di un Paese consegnato all’anarchia. Chiediamo una risposta durissima e muscolare, in gioco c’è la credibilità delle istituzioni e il futuro delle grandi opere e dell’economia».

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