Aumento portata inceneritore, coro di no a Iren: "Non s'ha da fare"

Legambiente, Lega Nord e MoVimento 5 stelle si schierano contro l'aumento delle tonnellate da incenerire. Interrogazione in Regione

L'aumento richiesto alla Provincia da Tecnoborgo (partecipata di Iren e Veolia) della quantità di rifiuti da bruciare - passando da 120mila tonnellate a 136mila - per produrre più energia per il teleriscaldamento ha immediatamente suscitato un coro unanime di "no".

CORO DI NO - Fermissimi nelle proprie posizioni sono la Lega Nord ("non vogliamo che il quartiere del Capitolo sia sempre di più la discarica di Piacenza") e Legambiente. Giovanni Favia (MoVimento 5 Stelle), ha rivolto una interrogazione alla giunta per chiedere alla Regione di respingere la richiesta avanzata da Tecnoborgo Spa di bruciare 16.000 tonnellate annue aggiuntive. Per il consigliere, la scelta di un rafforzamento della linea di combustione, contribuirebbe ad aggiungere carichi inquinanti aggiuntivi nell'aria ed andrebbe a contrastare con le priorità d'intervento richieste dall'Unione Europea di maggiore riduzione e riciclo di rifiuti sia solidi urbani che industriali.

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"L'INCENERITORE NON DA' GARANZIA DI SICUREZZA" - L'interrogante, a questo proposito, ricorda che l'Ordine dei Medici dell'Emilia-Romagna con il suo presidente in recenti dichiarazioni rilasciate il 14 settembre 2010 durante la presentazione dello studio Moniter finanziato dalla Regione Emilia-Romana, ha dichiarato testualmente: "Non vi è dubbio come il futuro dello smaltimento dei rifiuti non potrà essere quello dell'incenerimento, perché gli inceneritori non danno garanzia di sicurezza. Questo studio conferma alcuni aspetti. Nessuno studio può essere conclusivo, ma questo dimostra che i nati pretermine sono bambini che nascono prima perché le mamme hanno vissuto vicino agli inceneritori. Quindi c'è una conferma di alcuni esiti".

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