Inchiesta caserma Levante, esce dal carcere uno dei carabinieri arrestati

Il Tribunale della libertà concede gli arresti domiciliari. Il militare li sconterà in Sicilia e avrà il divieto di comunicare

La caserma Levante

La difesa mette a segno un punto. Il Tribunale della libertà, a Bologna, ha annullato e sostituito, per uno dei carabinieri coinvolti nell’operazione Odysséus, la misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliati. Il militare dovrà rimanere nell’abitazione dei genitori, in Sicilia, e avrà il divieto di comunicare.

E’ soddisfatto l’avvocato Francesca Beoni, difensore del carabiniere Daniele Spagnolo, che il 22 luglio, con altri 9 colleghi (5 dei quali sono in carcere) si vide raggiunto da misure cautelari emesse dalla procura che ha contestato loro numerosi reati, accusandoli di aver creato e gestito con alcuni spacciatori la vendita di droga in città, soprattutto durante il lockdown per l’epidemia. Ad alcuni carabinieri, poi, sono stati contestati reati che vanno dal peculato, al falso, alla truffa, all’abuso di ufficio, all’arresto illegale, alla tortura. Nell’inchiesta - oltre a 13 spacciatori - è finito anche un finanziere, accusato di violazione del segreto d’ufficio.

All’udienza del Tribunale del riesame era presente lo stesso Spagnolo e anche uno dei pm che conducono l’inchiesta, Antonio Colonna (l’altro è Matteo Centini).

Beoni aveva chiesto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare. Il difensore aveva chiesto o la remissione in libertà oppure gli arresti domiciliari in Sicilia. Di parere opposto era stato il pm Colonna, secondo il quale i domiciliari non sarebbero stati sufficienti per evitare un inquinamento delle prove (come stabilito dal gip dopo l’interrogatorio di garanzia confermando la custodia in carcere). Spagnolo deve rispondere di diversi reati - dalla truffa al falso, all’arresto illegale all’omissione della segnalazione alla prefettura di due consumatori - ma secondo Beoni alcune di queste contestazioni potrebbero essere riviste dopo l’esito di alcune indagini difensive.

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L’inchiesta sui fatti avvenuti fuori e dentro la stazione Levante, intanto, prosegue. Sono tantissime le persone da sentire. Che l’indagine si stesse allargando era apparso chiaro da giorni. Ora si attende che emergano gli sviluppi che potrebbero presto portare al coinvolgimento di altre persone e alla contestazione di nuovi reati.

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