Inchiesta Levante, ricorso bocciato: restano in carcere due pusher

Un piacentino e un marocchino accusati di spaccio nell’inchiesta che ha coinvolto anche 10 carabinieri. E il Corsera scrive che al comandante Scattaretico sarebbe arrivata una segnalazione da un altro reparto. L’ufficiale avrebbe risposto di non aver saputo nulla

E’ stato respinto il ricorso di due dei presunti pusher arrestati nell’operazione Odysséus, nella quale la procura ha emesso misure cautelari per 13 spacciatori e dieci carabinieri e sequestrato la caserma Levante in via Caccialupo (ora è dissequestrata, ma ancora non è stata riaperta). I giudici del Riesame, in funzione di Corte di appello, hanno confermato la custodia cautelare in carcere per Alex Giardino e Zin el Abidine Jamai Masroure. A ricorrere è stato il loro difensore, l’avvocato Daniele Pezza. Il Tribunale di Bologna, a due settimane dall’udienza, ha preso la decisione di lasciare in carcere la coppia accusata di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La difesa, dopo l’interrogatorio di garanzia in carcere, aveva chiesto al giudice per le indagini preliminari una misura meno pesante per i due, che era stata negata. E così, Pezza ha impugnato il provvedimento ricorrendo al Riesame di Bologna. Intanto, la procura continua l’inchiesta e nei prossimi giorni sono attesi gli interrogatori di altre persone detenute, tra cui Alex Giardino e Jamai Masroure.

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Da sinistra: Daniele Sanapo, Grazie Pradella, Antonio Colonna, Matteo Centini-2Dopo il trasferimento di quattro dei carabinieri ancora in carcere, per motivi di sicurezza, l’indagine dei sostituti Matteo Centini e Antonio Colonna, coordinata dal procuratore Grazia Pradella, non accenna a fermarsi. La nuova ondata di interrogatori - gli stessi arrestati hanno chiesto di essere sentiti - potrebbe indicare la volontà di alcune persone di voler raccontare aspetti non ancora detti ai magistrati sul grande giro di spaccio avviato in città con la complicità dei carabinieri finiti sotto inchiesta. La scorsa settimana è stato ascoltato il colonnello Corrado Scattatretico, uno degli ex comandanti provinciali, in qualità di indagato per favoreggiamento. Come è apparso sul Corriere della Sera, l’alto ufficiale avrebbe ignorato la segnalazione, arrivata da una stazione dei carabinieri della provincia, di alcuni comportamenti illeciti. Scattaretico avrebbe, però, negato la circostanza affermando di non essere mai stato informato. Ora, davanti al procuratore Pradella potrebbe sfilare anche il penultimo comandante, il colonnello Stefano Savo arrivato dopo il parigrado Michele Piras, già sentito come persona informata sui fatti. Odysseus punta in alto e vuole stabilire se nella catena di comando possano esserci stati dei vuoti o delle omissioni che avrebbero impedito ai vertici di capire che cosa stesse accadendo.

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