Inchiesta Safwood: arrestate dieci persone e sequestrati beni per milioni di euro

Dieci arresti e sequestri per decine di milioni di euro, questi gli sviluppi nella vicenda giudiziaria della Safwood alla quale la procura contesta un'evasione fiscale di 60 milioni di euro

 Dieci arresti e sequestri di beni per decine di milioni di euro: questi gli sviluppi nella vicenda giudiziaria Safwood, l'azienda per la trasformazione del legno finita dallo scorso mese di ottobre nel mirino della procura della Repubblica che contesta una maxi-evasione fiscale da sessanta milioni di euro.

10 ARRESTI - Dopo un'ulteriore serie di accertamenti del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza il sostituto procuratore della Repubblica Antonio Colonna ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Bersani una raffica di ordinanze di custodia cautelare.

Nel mirino i componenti del cda dell'azienda nell'ottobre scorso, quando era scattata la prima fase dell'inchiesta. Nei prossimi giorni il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Bersani condurrà gli interrogatori di garanzia nei confronti degli indagati.

IL BLITZ - Il blitz del Nucleo di polizia tributaria della finanza è scattato nella prima mattinata ed è proseguito per tutta la giornata di ieri 1 marzo. Sono state eseguite anche diverse perquisizioni domiciliari ed acquisiti diversi documenti che si uniscono alle centinaia di migliaia già in possesso degli investigatori. Massimo riserbo viene mantenuto da parte degli inquirenti sull'intera vicenda.

IL MECCANISMO FRAUDOLENTO - L'evasione fiscale è stata possibile interponendo, nella commercializzazione del legno, a seconda dell'area geografica di provenienza della merce, una società svizzera o irlandese di tipo off-shore, in grado di fungere da "casseforti" per il denaro. Società queste controllate e gestite dalla stessa Safwood. La rappresentanza fiscale italiana della società svizzera, risultata "evasore totale" non avendo assolto prescritti obblighi fiscali, era riconducibile di volta in volta ad un prestanome.

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La merce invece giungeva, dai paesi di origine (Russia e Polonia) direttamente ai destinatari italiani senza mai transitare dalla Svizzera e dall'Irlanda. La società piacentina, per proseguire il proprio trend di crescita, avviato nel 2006 (anno in cui anche la guardia di finanza aveva cominciato a monitorare la società), era alla continua ricerca di appalti, finanziamenti, aperture di linee di credito. Agli appuntamenti con gli istituti di credito la ditta piacentina si presentava con referenze, prospetti e documentazione preparata ad hoc. 

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