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indagini in corso / Calendasco

«La più grossa tragedia accaduta nel nostro territorio». I quattro giovani morti in Trebbia tornavano da una festa

I carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Piacenza stanno ricostruendo le cause e la dinamica del tremendo incidente di Calendasco che è costato la vita a quattro ventenni

«Questa è la più grande tragedia accaduta sul nostro territorio. Perdere quattro vite di ragazzi così giovani. Appena ho saputo dell'accaduto sono voluto venire qui per esprimere vicinanza e un abbraccio carico di umanità alle famiglie delle quattro vittime. Non ci sono parole in questi momenti, solo silenzio carico di umanità e vicinanza». 

Così il sindaco di Calendasco Filippo Zangrandi commenta la tragedia avvenuta alla Malpaga di Calendasco martedì 11 gennaio, quando quattro 20enni sono stati trovati privi di vita all'interno di un'auto che, nel corso della notte, si è ribaltata nelle acque del Trebbia. Le vittime sono Domenico Di Canio (22 anni, Borgonovo), William Pagani (23 anni, Castelsangiovanni), Elisa Bricchi (20 anni, Calendasco), Costantino Merli (23 anni, Guardamiglio, Lodi). Pare che i giovani, tutti amici, avessero trascorso la serata tutti insieme a una festa di compleanno a San Nicolò. Il perché si siano poi diretti in quella zona isolata non è ancora stato chiarito dai carabinieri, che stanno effettuando indagini approfondite su tutta la vicenda.  Sul posto, oltre al procuratore Grazia Pradella e al sostituto procuratore Ornella Chicca, il comandante dell'Arma Paolo Abrate, il comandante del Nucleo Investigativo Lorenzo Provenzano, il colonnello Alfredo Beveroni, e i comandanti di Borgonovo, Marco Turano e di San Nicolò Vincenzo Russo così come il comandante della polizia locale Unione Bassa Valtrebbia-Valluretta Paolo Costa. Hanno voluto essere presenti anche il questore Filippo Guglielmino  e il comandante dell'Unione Valnure-Valchero Paolo Giovannini, Elisa era figlia di un ispettore del suo comando. 

Anche la dinamica dell'incidente è da chiarire: l'auto, una Volkswagen Golf, ha imboccato la stradina che, costeggiando il lago Ponderosa, conduce sull'argine verso il fiume. Probabilmente il buio e la nebbia hanno impedito al conducente di accorgersi della riva, e l'auto è finita in acqua dopo un volo di circa due metri dalla riva. Purtroppo la circostanza che certamente ha contribuito alla tragedia è che la vettura si è ribaltata, e i quattro ragazzi si sono trovati a testa in giù, al buio, senza probabilmente accorgersi bene di cosa stava succedendo. Mentre le famiglie a tarda notte iniziavano ad avvertire le forze dell'ordine che i figli non avevano fatto rientro a casa e che non rispondevano al cellulare, intorno a metà mattina un pescatore di passaggio ha notato l'auto nel fiume e ha subito avvertito i soccorsi.

Sul posto insieme al 118 una squadra di vigili del fuoco è riuscita a immergersi con i respiratori e le tute, e ad estrarre i quattro corpi senza vita che sono stati poi adagiati a riva. Le indagini dei carabinieri, coordinati dal procuratore Grazia Pradella e dal sostituto Ornella Chicca, devono accertare la dinamica e le cause di questa tragedia. In molti infatti, vedendo la foto dell'auto immersa in circa un metro di acqua, si chiedono come sia possibile che nessuno dei quattro occupanti dell'auto sia riuscito a uscire. Inoltre l'auto è stata trovata con il portellone del portabagagli aperto. La notizia della tragedia si è ovviamente sparsa nel giro di poco tempo. Sull'argine del Trebbia si sono radunati parenti e amici delle vittime, straziati dal dolore per quanto successo. 

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