Inclusione sportiva, il Piacenza crea squadre per dare un calcio alle disabilità

Firmato l'accordo per l'importante progetto di calcio integrato per bambini dai 6 ai 10 anni a cura della società sportiva piacentina, per incentivare l'inclusione sociale e contro le discriminazioni

Gli organizzatori e gli enti del progetto

«Se mettiamo un gruppo di ragazzi normodotati in un cortile e buttiamo un pallone, giocano a calcio. Se mettiamo dei ragazzi con disabilità in un cortile e gli diamo una palla, giocano a calcio. Se mettiamo in un cortile normodotati e disabili, giocano tutti insieme: questa è l’integrazione».

Si apre così “Amici giocando”, l’ambizioso progetto presentato nella mattinata del 28 marzo dal direttore generale del Piacenza calcio Marco Scianò, accompagnato dal consigliere di amministrazione Emilio Gatti, con il patrocinio del comune di Piacenza e del Comitato paralimpico italiano.

Il Piacenza calcio farà partire un progetto di inclusione sportiva e sociale per bambini con disabilità motorie o ritardi mentali all’interno delle proprie squadre attraverso un percorso sportivo ed educativo ben preciso, affiancato da personale specializzato in ambito sportivo e pedagogico, utilizzando il calcio quale veicolo di attivazione per dimostrare che nessuna differenza deve essere un ostacolo o una discriminazione.

«La società vuole dare un messaggio molto chiaro, ovvero che non devono esserci discriminazioni a dividere i nostri ragazzi. Il calcio può essere uno dei veicoli per provare a dare questo segnale», spiega Marco Scianò.

«Ringrazio il Piacenza calcio e tutte le associazioni intervenute. Il fatto che si guardi ai giovani, soprattutto a quelli con disabilità, è un punto d’onore: oggi l’Italia vince nel campo paralimpico perché ci sono attenzione e organizzazione», aggiunge l’assessore Polledri.

All’incontro ha partecipato anche il presidente del Comitato italiano paralimpico di Piacenza, Franco Paratici, che ha sottolineato l’importanza del progetto in quanto «la Federazione giuoco calcio non è paralimpica, rendendo così impossibile il tesseramento dei ragazzi».

L’iniziativa si rivolge sia ai bambini dai 6 ai 10 anni con disabilità che non impediscano l’attività sportiva, sia a quei bambini i cui genitori hanno difficoltà economiche o fanno parte di famiglie numerose. La società inserirà i ragazzi all’interno delle proprie squadre di scuola calcio e pulcini, con 10 iscrizioni gratuite destinate a bambini che vivono casi di disagio sociale, per garantire loro il diritto allo sport. I nominativi saranno ottenuti grazie alle segnalazioni effettuate dalla Caritas diocesana e dagli uffici preposti del comune.

Verrà inoltre sviluppata una squadra di calcio integrato a 5 per diversamente abili over 18 anni, grazie alla collaborazione con l’A.s.p. città di Piacenza, e un campo di gioco di ultima generazione sarà dedicato alle attività sportive delle squadre composte da bambini normodotati e giocatori diversamente abili.

«Lo sport unisce, soprattutto il calcio, e sono convinta che questi ragazzi ci renderanno molto felici», afferma Lidia Fummi, responsabile della Football academy del Piacenza calcio - la squadra satellite dove i bambini verranno inseriti.

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All’incontro hanno partecipato anche il direttore della Caritas diocesana Piacenza-Bobbio, Giuseppe Chiodaroli, e il responsabile dell’Associazione famiglie numerose Mario Scuderi.

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