«Certificazione di agibilità sismica, a Piacenza l’obbligo ancora non esiste»

Alla CNA il punto della situazione sulla sicurezza antisismica dei capannoni e sulla ricostruzione delle zone emiliane colpite dal terremoto

Un momento dell'incontro

Il terremoto che ha colpito alcune zone dell’Emilia Romagna ha offerto lo spunto alla CNA piacentina per promuovere un incontro dal titolo “Terremoto ed edifici produttivi: aiutare, capire, prevenire, ricostruire”. Relatori dell’incontro, aperto dal presidente Dario Costantini che ha sottolineato “la generosità e la solidarietà dei nostri associati che hanno già messo gratuitamente a disposizione degli amici modenesi circa 12.000 metri quadrati di capannoni”, sono stati l’ingegner Vittoria Rossi del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, l’ingegner Giovanni Calda del Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano, e Giovanni Tonioni, vicepresidente di Cna Modena e presidente del Consorzio Imprenditori Edili Modena.

L’ingegner Rossi ha ricordato l’impegno e l’apporto dei vigili del fuoco di Piacenza nelle zone colpite dal sisma, “per il salvataggio delle persone, la messa in sicurezza di edifici e la demolizione di fabbricati pericolanti nei luoghi pubblici. Per ciò che riguarda l’agibilità, i Vigili del Fuoco hanno eseguito numerose verifiche fino al 29 maggio quando una specifica Ordinanza del Dipartimento della Protezione Civile ha esonerato il Corpo da tali verifiche demandandole soltanto a professionisti abilitati”.

Ordinanza che impone ai titolari di attività produttive delle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo di acquisire la “Certificazione di agibilità sismica” a seguito di verifica di sicurezza eseguita, appunto, da un professionista abilitato. E a Piacenza? “Teoricamente l’obbligo nella nostra provincia – ha detto l’ingegner Calda – ancora non esiste. Tuttavia, anche se Piacenza è classificata come “zona 4” e quindi a basso rischio sismico, è sempre meglio investire in sicurezza per prevenire non solo danni materiali ma anche disastri come quelli di Modena.

Rilievi geologici prima di costruire i capannoni e strutture prefabbricate non solo appoggiate ma perfettamente ancorate e vincolate, in grado di dissipare l’energia prodotta dal sisma. Non possiamo prevedere i terremoti ma con le nuove tecniche di costruzione possiamo creare edifici che resistono ai sismi”. Giovanni Tonioni, dopo aver raccontato, anche con un po’ di commozione, il dramma vissuto nelle scorse settimane, ha puntato il dito contro la scarsa cultura della sicurezza che impera in Italia.

“E’ la politica del massimo ribasso – ha detto Tonioni – che ci ha portato in questa situazione drammatica. Massimo ribasso che si ripercuote sempre a discapito della sicurezza ed anche in questi drammatici frangenti abbiamo ricevuto proposte da molti imprenditori che vanno ancora in questa direzione. C’è molto da fare, non solo per far ripartire il lavoro dei siti produttivi ma anche per ricostruire scuole, uffici pubblici ed abitazioni private. Il nostro Consorzio riunisce 350 imprese del settore ed è pronto ad accogliere altri colleghi, qualificati e certificati, per concorrere alla ricostruzione per far ripartire l’Emilia Romagna”.

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