Indagato un altro carabiniere, l’indagine sul caso Levante si allarga ancora

E’ l’ottavo militare che ha prestato servizio alla stazione Levante. Si aprono nuove piste investigative, mentre cominciano le udienze al Tribunale del riesame a Bologna. Non tutte le accuse di abusi da parte di numerose persone vengono confermate dagli accertamenti

Non cala di intensità l’inchiesta che ha portato alla luce uno spaccato criminale che avrebbe avuto il suo epicentro nella stazione carabinieri Levante, e che avrebbe visto uomini dell’Arma legati ad alcuni spacciatori per gestire il traffico di droga in città, in particolare durante il lockdown. Mentre risulta indagato l’ottavo militare che ha prestato servizio in via Caccialupo (su nove persone indagate, solo un maresciallo è rimasto estraneo ai fatti), gli interrogatori degli ultimi giorni - di carabinieri e spacciatori ancora in carcere - hanno dato nuovi spunti investigativi portando alla contestazione a nuovi indagati di altri capi di accusa e reati. 

Intanto, il 12 agosto, è in calendario a Bologna l’udienza del Tribunale del riesame per il carabiniere Daniele Spagnolo. Il militare è assistito dal difensore, l’avvocato Francesca Beoni, la quale chiederà la remissione in libertà o una misura meno pesante del carcere. Il militare, che in carcere, durante l’interrogatorio di garanzia, ha risposto a tutte le domande del gip, deve rispondere di diversi reati: peculato, truffa, falso, arresto illegale, aver favorito la cessione di stupefacenti e aver omesso di segnalare alla prefettura alcuni assuntori. 

Una prassi quest’ultima, messa in atto da diversi militari, secondo i sostituti Matteo Centini e Antonio Colonna coordinati dal procuratore capo Grazia Pradella, che avrebbe agevolato alcuni pusher i quali a loro volta segnalavano ai carabinieri infedeli come e dove eseguire arresti di altri spacciatori. I carabinieri, secondo la procura, ne avrebbero avuto un doppio beneficio: aumentare il numero di arresti - ma su di loro c’era la pressione dei superiori per metterne a segno di più - e guadagnare soldi rivendendo parte della droga che veniva sequestrata.

Nei giorni scorsi, dai numerosi interrogatori sono emersi nuovi spunti investigativi che hanno portato gli inquirenti ad approfondire altre posizioni. Insomma, il giro di persone coinvolte si starebbe allargando. Ma la procura è scrupolosa e cerca riscontri su ogni chiamata in correità da parte degli arrestati. Così come Colonna e Centini vagliano con attenzione le tante denunce che stanno fioccando sui loro tavoli nei confronti dei carabinieri della Levante e che vanno dalle percosse, agli arresti illegali a vari illeciti. In diversi casi, però, è già stato accertato che quanto affermato nelle denunce non corrisponde poi a quanto riscontrato dagli investigatori della Guardia di finanza e della Sezione investigativa della polizia locale.

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Gli interrogatori non si fermano e, fra questi, è atteso anche quello del finanziere Marco Marra (ha l’obbligo di firma ed è indagato per rivelazione di segreti d’ufficio). Ma hanno chiesto di farsi interrogare dai magistrati anche altri spacciatori, fra cui Tiziano Gherardi (accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti) e l’appuntato Salvatore Cappellano.

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