Indagine Levante, parla uno dei vertici del gruppo di spacciatori

Interrogato dal pm in carcere Daniele Giardino, a cui vengono contestati 17 episodi di detenzione e vendita di droga. Il difensore, l'avvocato Pezza: «Ha chiarito la propria posizione davanti al magistrato»

Ha spiegato al sostituto procuratore Matteo Centini i tanti episodi di spaccio che lo hanno visto coinvolto, sia con gli altri famigliari, sia con un carabiniere. Dal 22 luglio, quando era stato arrestato nell’abito dell’operazione Odysseus, Daniele Giardino aveva deciso di non parlare. E non lo aveva fatto nemmeno davanti al giudice per le indagini preliminari durante l’interrogatorio di garanzia. Il 23 settembre, invece, lo ha fatto in carcere davanti al sostituto Matteo Centini e al proprio difensore, l’avvocato Daniele Pezza (nella foto sotto). «Il mio cliente - ha affermato - ha chiarito la proprio posizione in relazione a tutti episodi che gli vengono contestati».

daniele pezza avvocato-2E di episodi, tutti legati al reato di spaccio, Giardino ne ha ben 17. Giardino non è l’unico a chiedere di essere sentito dai magistrati titolari dell’inchiesta che vede al centro i presunti reati commessi anche da una decina di carabinieri della stazione Levante. Giardino è considerato dalla procura - l’inchiesta è svolta anche dal sostituto procuratore Antonio Colonna e coordinata dal procuratore Grazia Pradella - uno dei vertici del gruppo (gli altri sarebbero l’appuntato Giuseppe Montella e Tiziano Gherardi) che per mesi avrebbe gestito un ricco giro di spaccio, soprattutto hascisc e marijuana, a Piacenza. E a considerarlo un leader è stato anche il gip che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare.

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A Giardino, in particolare, vengono contestati diversi episodi in cui avrebbe gestito notevoli quantità di droga, con il fratello Alex e con Montella. Dalle indagini, è emerso che avrebbe detenuto 1,5 kg di hascisc a casa sua, di aver fatto trasporti da Milano e di aver poi smistato la droga a vari pusher. L’episodio più importante lo vedrebbe coinvolto il 21 febbraio quando avrebbe gestito 9 chili di hascisc e “maria” dopo averlo portato a Piacenza dal Milanese. Nei prossimi giorni, sono attesi gli interrogatori di altri spacciatori arrestati nell’operazione che ha coinvolto 10 carabinieri (5 finirono in carcere) e 13 altre persone tra italiani e nordafricani.

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