Facoltà di Medicina a Piacenza, il progetto è economicamente insostenibile

Due anni fa l'ipotesi venne lanciata dal rettore dell'Università di Parma Loris Borghi. Un vero e proprio studio di fattibilità non è mai pervenuto al Comune, ma le cifre sono risultate subito alte

Il collegio Morigi che ospita fisioterapia e infermieristica

Una Facoltà di Medicina a Piacenza? Praticamente insostenibile per una realtà come quella piacentina. L’idea venne lanciata da Loris Borghi, rettore dell’Università di Parma e in precedenza preside della facoltà di Medicina, in occasione della ristrutturazione del collegio Morigi. La struttura ospita da allora le facoltà di fisioterapia e infermieristica dell’Università di Parma.  «È una bella giornata per l’università di Parma – disse all’inaugurazione lo stesso Borghi – e un evento importante per tutti. Non è stato un percorso facile, penso proprio che avete abbiate speso una bella cifra per sistemare un’opera del genere. Il Guglielmo da Saliceto faceva già parte delle strutture formative della nostra università. Non potevamo immaginare un vero e proprio “ateneo di Parma e Piacenza”, visto che in questa città ce ne sono altri. Però stiamo pensando a una facoltà che collegasse le due città. Parma ha 18 dipartimenti, 4 riguardano aree sanitarie e costituiscono la facoltà. Potremmo pensare a realizzare una facoltà di medicina e chirurgia di Parma e Piacenza, un dipartimento, il quinto, che potrebbe entrare a far parte di questo progetto e ampliarlo».

Il progetto di preparare il terreno per l’arrivo della facoltà di medicina nella nostra città si è poi rilevato complicato e proibitivo per le istituzioni locali. «È una storia che parte da lontano – prova a ricostruire il progetto il vicesindaco Francesco Timpano, con delega alle università – e che non ci ha visto protagonisti. Come Comune abbiamo fatto il massimo per avere fisioterapia e infermieristica al Collegio Morigi, dove oggi registriamo ben trecento iscritti. La struttura ha degli spazi adeguati, dispone di diversi posti letto ed è vicina all’ospedale. Con l’Ausl sono stati avviati alcuni tirocini e c’è un rapporto proficuo che vogliamo proseguire». Discorso diverso invece per l’ipotesi di portare la facoltà di Medicina a Piacenza. «L’Università di Parma si era impegnata per realizzare uno studio di fattibilità in cui sarebbero stati delineati i costi dell’intera operazione. Formalmente non c’è mai stato trasmesso alcun documento, però l’operazione è parsa alquanto insostenibile per una realtà come la nostra».

I costi di una facoltà di medicina sono sembrati subito elevati per Piacenza. «Il percorso è stato interrotto – osserva Timpano -, anche perché, con le ultime riforme universitarie, sta venendo meno la possibilità di decentralizzare le università italiane. Le nuove regole vincolano molto queste ipotesi». Timpano sottolinea che il rapporto con Borghi e l’ateneo parmense è «ottimo». «Il rapporto proficuo per la sede del Morigi prosegue, anzi, credo che in futuro il polo medico già presente potrà essere potenziato». Ma non con una facoltà di medicina.

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