«Io sono come Hitler, vi uccido tutti», insulti razzisti al bar e minacce a un africano

Processo a un 45enne accusato di stalking, con l’aggravante razziale, verso un barista e un immigrato. L’uomo, che si trova in carcere, avrebbe più volte urlato «via i neri dai bus», «sono come Hitler, vi uccido tutti» e mostrato un coltello e un bastone

Non solo avrebbe alzato la bandiera della Repubblica sociale (quella con il fascio e l’aquila), ma avrebbe anche insultato un barista e un immigrato africano pronunciando frasi come “io sono come Hitler, vi uccido” oppure “via i neri dai bus”, “dovete andare via tutti dall’Italia”. Un atteggiamento che gli è costato la denuncia e l’arresto per diversi reati e anche l’aggravante di discriminazione razziale. Ha scelto il rito abbreviato il piacentino di 45 anni accusato di stalking, nei confronti di un barista piacentino e di un immigrato, porto abusivo di arma, minacce e lesioni personali. La procura gli ha contestato l’aggravante razziale per il reato di stalking nei confronti di un immigrato del Burkina Faso. Il 13 marzo, nell’udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare Stefania Di Rienzo, pm Antonio Colonna, l’uomo - che si trova in carcere - ha scelto il rito abbreviato che sarà condizionato all’ascolto di un testimone e alle dichiarazioni dell’imputato che darà la propria versione dei fatti. L’udienza è stata rinviata. Il 45enne è difeso dall’avvocato Marco Malvicini. La vicenda è avvenuta lo scorso anno in un bar della prima periferia della città lungo la statale Valtrebbia. L’uomo, secondo le accuse, avrebbe più volte litigato con il barista perché criticava il suo comportamento: esposizione della bandiera della Repubblica sociale dal balcone di casa, liti con i clienti del bar, insulti. A volte poi avrebbe mostrato un coltello o sarebbe sceso - abitava sopra al bar - in strada a torso nudo con un bastone. Un avventore, poi, sarebbe stato picchiato e il 45enne gli avrebbe anche rotto il fanale dell’auto. L’africano avrebbe smesso di frequentare il bar perché in più occasioni sarebbe stato apostrofato con espressioni come “negro di m…”. Una situazione di esasperazione che aveva portato il locale pubblico a chiudere per alcuni giorni. Poi la denuncia per stalking, l’arresto dei carabinieri e il carcere.

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