«Io sto con chi opera per tenere gli africani in Africa. Magari fosse stato fatto dopo la Guerra»

Don Maurizio Noberini, parroco di Santa Franca, festeggia i 40 anni di sacerdozio: «Africa Mission mi ha dato l'opportunità di aprirmi al mondo, ai poveri come mi ha insegnato don Vittorione»

Don Maurizio Nocerini (foto Gis)

«Sono uno strumento di Gesù, collaboro con lui. Mi consolo che Gesù abbia scelto degli uomini, poveri pescatori come noi». E ancora: «Africa Mission mi ha dato l’opportunità di aprirmi al mondo, ai poveri come mi ha insegnato don Vittorione. Io sono dalla parte giusta, in questo periodo di crisi e grandi migrazioni. Io sto con chi opera per tenere gli africani in Africa. Magari l’Europa e le grandi potenze lo avessero fatto dopo la Seconda guerra mondiale, oggi non ci troveremmo in queste condizioni».

Don Maurizio Noberini, parroco di Santa Franca, ha compiuto oggi, 12 giugno, 40 anni di sacerdozio. E lo ha fatto - anche se con un po’ di commozione - davanti ai fedeli che hanno riempito la chiesa con parole schiette e sincere, senza indulgere al sentimentalismo.
Il prete e l’uomo. Il sacerdote e il combattente contro la povertà e le ingiustizie. Non sono due persone, ma una sola: «E’ tutt’uno. Come ha detto papa Francesco non si fa il prete part time. E poi, uno non “fa” il prete uno “è” prete».
Ordinato sacerdote nel 1976 dall’allora vescovo monsignor Enrico Manfredini, don Maurizio va a Pianello, a guidare la prima parrocchia. E oggi in chiesa erano presenti anche i parrocchiani della Valtidone.

Nell’omelia, don Maurizio non ha mancato di sottolineare il ruolo fondamentale della famiglia. Quella famiglia che gli ha acceso la fiammella per l’incontro con il Dio. «E’ stata mia madre - ha raccontato - a dire che avrebbe donato uno dei suoi due figli maschi al Signore. Un esempio dal basso di pastorale vocazionale. E così è stato. Sono entrato in seminario con mio fratello. Lui, però, non aveva voglia di studiare e ha preferito specializzarsi e lavorare». Don Maurizio, chiamato da Dio, ha invece continuato il cammino sacerdotale. Un ricordo importante, condiviso con le tre sorelle e il fratello che hanno partecipato alla festa per i 40 anni. «La famiglia - ha continuato - ha un ruolo importante. E il luogo dove si educa all’amore, alla fede e alla libertà». Diversi gli applausi che hanno scandito la cerimonia religiosa. Un attimo di commozione ha toccato don Maurizio al momento della comunione. L’eucarestia l’ha celebrata con il calice e la patena che gli regalarono il genitori per la prima messa.
Al termine, la gioia. Abbracci con tutti i parrocchiani, auguri e un sobrio rinfresco nel salone. Nessun regalo al prete pieno di energia che diffonde il Vangelo a piene mani. Da settimane, infatti, don Maurizio aveva fatto sapere che eventuali soldi per i regali sarebbero dovuti andare alle offerte per le famiglia in difficoltà del quartiere. L’ennesimo gesto da combattente. Da prete.

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