Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Irina Vetere rinuncia per ora a ricorrere al Tribunale della libertà

La trentenne al volante in stato d'ebrezza che travolse Xhulio Kaya e Ergi Skenderi sulla statale 45 si trova ancora in carcere a Modena con l'accusa di duplice omicidio stradale

il luogo dell'incidente

Irina Vetere ha deciso di non ricorrere, per ora, al Tribunale della libertà. La 30enne si trova in carcere a Modena con l’accusa di duplice omicidio stradale: la procura le contesta di aver travolto, il 30 giugno, due giovani lungo la statale 45, all’altezza del Village. La donna, che adesso è difesa dall’avvocato Monica Gambirasio (Foro di Milano) dopo il ricovero in ospedale - anche lei riportò alcune ferite dopo il terribile schianto - venne portata in carcere, il 4 luglio, dopo la misura della custodia cautelare decisa dal gip Stefania Di Rienzo che accolse la richiesta del sostituto procuratore Daniele Di Girolamo, titolare delle indagini sul terribile incidente. A Vetere la procura contesta l’omicidio stradale, aggravato dalla guida in stato di ebbrezza. A perdere la vita furono Xhulio Kaya, 22enne di origine albanese e il suo connazionale Ergi Skenderi di 20. La Polizia stradale sta continuando le indagini per chiarire la dinamica di ciò che accadde quella tragica notte. Vetere, alcuni giorni fa, ha deciso di non ricorrere per chiedere al giudice di ottenere una misura cautelare diversa dal carcere. Poco dopo il suo ingresso in carcere, la 30enne aveva detto di pensare in continuazione alle due vittime e ai loro familiari e di riflettere su ciò che era accaduto.

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