rotate-mobile
Lunedì, 4 Marzo 2024
Frode / Podenzano

Iva evasa per 28 milioni, il via alle indagini dai prelievi di denaro sospetti a Podenzano  

Nel giugno scorso l’arresto della Finanza di un 45enne ritenuto a capo di un sodalizio criminale, a far scattare gli accertamenti nel 2017 la segnalazione dei servizi sociali alla Polizia Locale dell'Unione Valnure Valchero

Iva evasa per 28 milioni di euro, il via alle indagini dai prelievi sospetti a un bancomat di Podenzano. Accertamenti culminati nel giugno scorso nell’arresto di un 45enne da parte della Guardia di Finanza di Piacenza, risultato essere a capo di un sodalizio criminale dedito alla commissione di frodi Iva a carattere transnazionale.

L’esito di una «sinergia fra le istituzioni» evidenzia la polizia locale Valnure Valchero, a cui, nel 2017, i Servizi Sociali del Comune di Podenzano avevano segnalato la situazione di una persona che, «pur essendo oggetto di sostegno sociale, poteva disporre di enormi somme di denaro che sistematicamente ritirava presso gli istituti bancari della zona». Da questo, spiega la polizia locale, «sono iniziate attività d'indagine che hanno portato a scoprire il coinvolgimento di una persona che veniva impiegata per il ritiro di ingenti somme di denaro, sotto lo stretto controllo di soggetti stranieri».

Le forze dell’ordine sono quindi passate alla verifica dell'effettivo passaggio del denaro che veniva periodicamente ritirato: attraverso la contestazione immediata da parte degli agenti di una infrazione stradale al soggetto che utilizzava un’auto straniera e al quale erano state consegnate poco prima le somme di denaro ritirate in banca, veniva accertato dalle matrici che si trattava parte di quella utilizzata per il pagamento immediato della stessa infrazione.

«Da questa iniziale attività svolta in collaborazione con la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Piacenza, le successive attività d'indagine portate avanti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Piacenza, hanno portato ad accertare la costituzione di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di frodi ed al successivo riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti. La complessa attività -  prosegue la nota - veniva coordinata dapprima dalla locale Procura della Repubblica e di seguito dalla Procura Europea EPPO (European Public Prosecutor's Office) con sede a Venezia, che portava a dare esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un cittadino di 45 anni italiano, risultato a capo di un sodalizio criminale dedito alla commissione di frodi Iva a carattere trasnazionale».

I soggetti coinvolti – aveva riferito la Finanza - acquistavano prodotti per l’informatica e l’elettronica all’estero, interponendo nelle transazioni commerciali una serie di società fittizie aventi sede sia in Italia che nell’Unione Europea, al fine di sfruttare la mancata applicazione dell’Iva trattandosi di operazioni intracomunitarie in cui l’imposta viene applicata nel paese di destinazione.

Un meccanismo fraudolento - sottolineano le forze dell'ordine - che ha coinvolto a vario titolo 20 persone compiacenti e 70 società, delle quali 34 italiane e le restanti insistenti in Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Spagna.

Il Gip del Tribunale di Padova, su richiesta del Procuratore Europeo delegato, aveva quindi disposto il sequestro preventivo equivalente all'Iva evasa, pari ad oltre 28 milioni di euro.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Iva evasa per 28 milioni, il via alle indagini dai prelievi di denaro sospetti a Podenzano  

IlPiacenza è in caricamento