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Il Klimt

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Klimt, ascoltato uno degli indagati ma il mistero resta

L’uomo si avvalso della facoltà di non rispondere non fornendo così elementi utili né avrebbe risposto ad alcune domande nonostante avesse rilasciato dichiarazioni a un giornale

Non ha chiarito alcunché, né ha risposto ad alcune domande nonostante avesse rilasciato dichiarazioni a un giornale nei giorni scorsi. L’uomo, che è difeso dall’avvocato Guido Gulieri, si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ stato sentito nei giorni scorsi Valeriano Beltrame, uno dei tre indagati nell’inchiesta ripartita dopo il ritrovamento del quadro del Klimt “Ritratto di signora”, il 10 dicembre scorso all’interno di una scaffa del muro della Galleria Ricci Oddi. L’uomo, con un’altra persona, Giuseppe Battaglini, aveva inviato una lettera alla procura sostenendo di avere informazioni sulla vicenda.

L’uomo, indagato per ricettazione, non avrebbe dunque fornito elementi utili agli inquirenti che stanno cercando di fare luce sul furto e sulla possibile ricettazione del capolavoro dell’artista austriaco. Nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Ornella Chicca finora ci sono tre indagati: uno con l’ipotesi di furto (reato che presumibilmente sarà destinato all’archiviazione perché ormai prescritto) e due con quella di ricettazione. L’iscrizione nel registro degli indagati consente alla procura di svolgere alcune attività giudiziarie per togliere il velo da un mistero che dura dal 1997. E uno dei misteri riguarda la trattativa che avrebbe coinvolto i presunti autori del furto e i carabinieri per far trovare il dipinto.

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