Un'impronta sulla cornice riapre le indagini sul Klimt rubato alla Ricci Oddi

Grazie a una nuova tecnologia i carabinieri di Piacenza sono al lavoro in questi giorni su alcune tracce lasciate, all'epoca, dai ladri che nel febbraio del 1997 rubarono dalla galleria di via San Siro il "Ritratto di Signora": un'opera inestimabile, tra le più ricercate in Italia dalle forze dell'ordine

La galleria d'arte moderna Ricci Oddi dove avvenne il furto nel 1997: a destra, il "Ritratto di Signora" di Gustav Klimt

E’ ufficiale: il caso del quadro di Klimt rubato a Piacenza nel febbraio del 1997 è stato riaperto, e pare anche che le indagini siano già a buon punto, forse un passo dalla svolta. Questa volta la differenza la fanno le moderne tecnologie e i nuovi strumenti scientifici di analisi: i carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza sono infatti al lavoro in queste ore su un’impronta che venne trovata sulla cornice del “Ritratto di Signora”, l’inestimabile opera d’arte che una banda di professionisti rubò dalla galleria Ricci Oddi il 19 febbraio del 1997. La tela del pittore Viennese - uno dei massimi esponenti dell'Art Nouveau - è attualmente il secondo quadro tra i più ricercati dalle forze dell’ordine in Italia.

Dopo 17 anni in cui il quadro è completamente sparito, la notizia della riapertura del caso trapela dagli ambienti vicini agli investigatori di viale Beverora che sono al lavoro per ricostruire le dinamiche del fatto e che ora potrebbero ricavare, sia dai residui biologici estratti dall’impronta repertata a quell’epoca, sia da altre tracce lasciate al momento del furto e ricavate da particolari particelle che si depositano con la respirazione, un profilo genetico Dna di uno dei ladri. I risultati, confrontati con i dati di alcuni individui sospettati e su cui nulla al momento è ancora trapelato, potrebbero portare a una svolta nell’indagine.

IL MISTERO - IL KLIMT CONTRAFFATTO SPEDITO A CRAXI AD HAMMAMET
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IL FURTO - Il “Ritratto di signora” venne rubato il 19 febbraio del 1997, durante il trasloco della galleria per i lavori di ristrutturazione. Ma non si capì mai con precisione se venne fatto uscire dal tetto (la cornice venne trovata vicino al lucernario) o se i ladri passarono dall’ingresso principale. Le indagini furono eseguite dai carabinieri del Reparto operativo di Piacenza e si arrivò a indagare sui custodi della galleria, la cui posizione venne però ben presto archiviata dal gip per mancanza di prove.
Da allora sono tante le piste investigative seguite dai carabinieri, alcune delle quali avevano portato anche all’estero sulle tracce di noti trafficanti d’arte. Ma la “Signora” rimane ancora oggi un caso irrisolto.

LA STORIA - Il “Ritratto di signora” rubato a Piacenza nel 1997 fa parte di un gruppo di ritratti femminili eseguiti da Gustav Klimt (Vienna 1862-1918) negli ultimi anni della sua attività (tra il 1916 e il 1918), alcuni dei quali rimasti incompiuti: le altere e inaccessibili donne-idolo del “periodo d’oro” lasciano ora il posto a spigliate e argute donne moderne o a languide e di- stratte signore, come quella della collezione piacentina.
Nei ritratti e nei molti disegni di questi anni il pittore austriaco dimostra una nuova attenzione per il volto e la sua espressività, con una riduzione dell’elaborato contesto decorativo.
Nel 1997, poco prima del furto, era stato scoperto sotto questo ritratto, proprio da una studentessa piacentina, un altro “Ritratto di signora”, realizzato da Klimt nel 1910, esposto a Dresda nel 1912, pubblicato nel 1927 e da allora dato per disperso.

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