«L'assassino di Balwinder deve pagare per quello che ha fatto»

Lo sfogo della sorella della ragazza indiana 27enne uccisa per gelosia dal marito in maggio a Fiorenzuola: «Quell'uomo dovrà pensare ogni giorno al quello che ha fatto»

Un momento della manifestazione a Fiorenzuola, alcuni giorni fa, in ricordo dell'indiana uccisa

«Kulbir deve pagare per quello che ha fatto e ricordarselo ogni giorno della sua vita». C'è ancora rabbia, ma anche rassegnazione, nello stato d'animo dei familiari di Kaur Balwinder, indiana 27enne di Fiorenzuola strangolata per gelosia dal marito Kulbir Singh il 12 maggio scorso. La sorella della vittima Kulwinder Kaur, questa mattina, 18 giugno, era in caserma dai carabinieri del Nucleo investigativo che hanno risolto il caso nel giro di poche ore.

E' arrivata a Piacenza dalla Toscana (vive con la famiglia nel Mugello) proprio per complimentassi con i militari che hanno assicurato alla giustizia l'assassino di sua sorella «e che - ha detto - hanno creduto fin da subito che lei era stata uccisa, dubitando invece che se ne potesse essere andata via da sola».«Stiamo ancora male per la morte di Balwinder - spiega - è difficile accettare di perdere così una persona cara. L'uomo che l'ha uccisa deve pagare per tutto quello che ha fatto. Non dovete più farlo uscire di prigione per fargli capire bene, ogni giorno della sua vita, quello che ha fatto. Nessuno di noi si sarebbe mai aspettato una cosa del genere».

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