L'architettura militare ne "La storia urbana di Piacenza, il sistema fortificato"

Il sistema fortificato di Piacenza dai romani all'età postunitaria analizzato da Valeria Poli. Il gen. Eugenio Gentile: Un erudito ed encomiabilevolume ricco di eventi e notizie, un "date base"sulle fortificazioni

Foto Carlo Mistraletti

Presentato a Palazzo Galli-Banca di Piacenza il volume “LA STORIA URBANA DI PIACENZA.Il sistema fortificato”, edizioni Lir, pagine 228, prezzo di copertina euro 14. La Poli con questo erudito volume - ha affermato il generale Eugenio Gentile, ingegnere, ex direttore del Polo di Mantenimento Pesante di Piacenza e dal settembre 2014 presidente dell’Ente Farnese di Piacenza, ha scritto un volume erudito e ricchissimo di informazioni, utile al lettore appassionato quanto agli studiosi in cerca di approfondimenti sulla materia, accompagnato da molte immagini di qualità. Il volume è accompagnato da un sistematico glossario che rende accessibili i termini dell’architettura militare e sul sistema di misura degli edifici piacentini dell’epoca. Si tratta di un lavoro veramente encomiabile perché l’autrice fornisce utilissime cronache, notizie di rilievo e minuziose, tanto da presentarsi come un data base sulle fortificazioni.

Occuparsi della ricostruzione storica di ciò che oggi intendiamo città, si legge nella nota introduttiva del libro,imponel'analisi del modello insediativo ossia dell’andamento degli assi viari, della forma degli isolati, delle tipologie edilizie e dell’identificazione del limite fisico della città (circuito murario). Per la ricostruzione della storia della città, soprattutto nei rapporti con il suo territorio è necessario legare l'identificazione della struttura fisica (urbs) con l'identificazione di un confine più ampio di tipo amministrativo (civitas).

Il tramite tra la città di fondazione e il territorio, secondo un modello cardo-decumanico – ha spiegato la Poli -  è costituito dagli assi stradali che diventano assi portanti dell'espansione urbana successiva e che permettono di individuare la posizione delle porte in assenza di diverse testimonianze. I successivi ampliamentidel tessuto urbano, lungo le direttrici di traffico radiali rispetto alle porte, coincidono con i mutamenti politici del libero Comune: la fase consolare (inizi del XII secolo) e mercantile (inizi del XIII secolo). L'espansione urbana extra moenia prosegue durante la signoria viscontea-sforzesca (1313- 1499), rendendo necessaria, attraverso successivi cantieri, la realizzazione di una quarta cinta muraria poi sostituita dal fronte bastionato avviato da papa Clemente VII de' Medici, proseguito da papa Paolo III Farnese e concluso durante il principato Farnesiano (1525-1545). La differenza tra le cinte murarie romane e medioevali e quella dell’età signorile è, rispetto al tessuto costruito, il fatto che, mentre le prime prendono atto dell’ampliamento e, quindi, sono a ridosso dell'edificato, le seconde, invece, sono a distanza rispetto all’edificato anche se, come le precedenti sono alte e dotate di torri per difendere dall’assalto con arieti e scale. Durante il Principato, invece, l'introduzione dell'artiglieria (dalla fine del XV secolo) impone, non solo la distanza dall' edificato e la creazione di una zona di rispetto anche esterna, ma, soprattutto, un ripensamento della macchina militare costituita da cortine, bastioni, fossato e tagliata completati, in un secondo momento, con opere a corona e lunette esterne. Il passaggio dalla guerra di posizione a quella di movimento, determina la creazione di un sistema di trincee, tra XVIII e XIX secolo, completato dal sistema dei forti che creano il cosiddetto campo trincerato. La trasformazione della macchina da guerra, nel corso del XIX secolo, ha determinato la necessità di uscire dai confini urbani, coincidenti con le mura del XVI secolo, creando una cintura di forti, al centro dei quali si trova una piazzaforte principale, collegati, in seguito, in gruppi solidali tra loro.

Tale sistema di fortificazione, realizzato durante il governo di Maria Luigia d'Austria (1815-1847) e proseguito dopo l'Unità d'Italia – ha proseguito la Poli -  ripropone il limite dei confini della tagliata identificando, al contempo, il confine urbano, stabilito con decreto napoleonico del 10 settembre 1812, coincidente con il circuito delle fortificazioni del fronte bastionato del XVI secolo. Cinte fortificate con Legenda-2

L'inutilità di questa macchina difensiva è evidente nel processo di demolizione di ampi tratti di mura per la creazione delle barriere daziarie a partire dalla metà del XIX secolo. Le demolizioni del circuito murario non avranno la forza disgregante che avrà, con l'aggregazione dei comuni contermini nel 1923 (S. Antonio, S. Lazzaro, Mortizza) ", l'ampliamento dei confini comunali e quindi la progressiva edificazione lungo i nuovi assi stradali (Via Veneto, via Colombo, via Emilia Pavese) che determineranno la perdita dellaforma urbis la cui ricostituzione verrà affidata alle moderne circonvallazioni.

L’AUTRICE

 Valeria Poli è autrice che ha bisogno di ben poche presentazioni, ricercatrice attenta e studiosa profonda, unisce approfondimento rigoroso a lettura brillante.Laureata in Architettura al Politecnico di Milano (1992) e Dottore di ricerca in Luoghi e Tempi della Città e del Territorio (2008). Insegna storia dell'arte al liceo Artistico "B. Cassinari" di Piacenza.

Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, frutto di collaborazione con riviste locali (Bollettino Storico Piacentino, Strenna Piacentina, Piacenza Economica) e non solo locali (Archivio Storico per le Province Parmensi, ANANKH) risultato di ricerche documentarie, condotte sul lungo periodo, volte a ricostruire le
dinamiche di trasformazione della città e del territorio, la definizione delle figure professionali in ambito tecnico e lo sviluppo della storia stilistico- tipologica dell'architettura (collana Arte della casa editrice Tip. Le. Co.). Per quanto riguarda le analisi territoriali, è coordinatrice e autrice del volume Gazzola. Emergenze e territorio (2002), è autrice dei volumi Vigolzone e la storia della territorialità della Val Nure (2012); nel 2015: Castelvetro terra contesa (2015).La città di Piacenza e l'architettura
religiosa scomparsa (2015), Vigolzone. Storia, territorio, architettura (2015).

(Fotografie Carlo Mistraletti)

DSC_4094-2

DSC_4107-2

Valeria Poli-4

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ripescata nel Po un'auto con a bordo un cadavere, è Daniele Premi

  • Nuovo decreto e spostamenti tra Regioni e Comuni: cosa si può fare (e cosa no) dal 16 gennaio

  • Cade dalle scale di casa e batte la testa, è grave

  • Frontale tra due auto a Fiorenzuola: tre feriti, uno è gravissimo

  • Brugnello, Rivalta, Vigoleno: Valtrebbia e Valdarda grandi protagoniste a "Linea Verde"

  • Solo in Italia e ricoverato in ospedale a Piacenza, i poliziotti delle volanti si prendono cura del suo cane

Torna su
IlPiacenza è in caricamento