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L’assessore Donini: «Con questi dati l'Emilia-Romagna in zona rossa, preoccupa Bologna»

Nel capoluogo della Regione «terapie intensive molto sature». Domani, 12 marzo, verranno analizzati i dati ma la Regione rischia

«Speriamo di avere il picco in questi giorni ma stiamo registrando tanti casi, anche molto problematici dal punto di vista clinico». Lo ha detto l'assessore alla Sanità all'Emilia-Romagna, Raffaele Donini, a Skytg24. Domani, 12 marzo, come ogni venerdì si analizzeranno i dati sui contagi della settimana e potrebbero delinearsi i dettagli su nuove restrizioni.

«Nelle prossime ore - ha detto Donini - con i dati che stanno emergendo, è nelle cose che l'Emilia-Romagna entrerà in zona rossa, sia per l'incidenza dei casi - sopra 250 per 100mila abitanti per settimana - sia per la saturazione dei reparti, al 45% nelle Terapie intensive e al 49% nei reparti Covid. Speriamo di avere in questi giorni il picco di contagi, ma con le nuove varianti stiamo registrando casi problematici a livello clinico. Bologna è preoccupante e critica perché ha le terapie intensive molto sature, mentre durante la prima ondata ha ospitato anche pazienti degli altri capoluoghi di province».

Anche il presidente della Regione e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, aveva, in qualche modo, ventilato un inasprimento delle restrizioni. «I numeri sono preoccupanti. Le varianti hanno cambiato quasi la natura di questo virus perchè contagiano molto più rapidamente e colpiscono anche bambini e giovanissimi. Quindi credo che il Governo faccia bene su consiglio degli esperti e degli scienziati a porsi il tema di come dare una stretta robusta per qualche settimana».

LE IPOTESI RESTRIZIONI SUL TAVOLO DEL GOVERNO

Italia in super zona rossa nei week end come a Natale: si pensa anche di aumentare la velocità di vaccinazione nelle aree più colpite sospendendola in quelle aree dove i numeri lo consentono; L'anticipo del divieto di spostamento già alle ore 19: il nuovo Dpcm 2 marzo affida ai sindaci la facoltà di intervenire nelle aree a rischio ma ora si impone la necessità di uniformare le regole su tutto il territorio nazionale in vista del lockdown duro.

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