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L'Emilia-Romagna torna in zona gialla, la conferma dal Ministero

Solo Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria (e la provincia di Bolzano) saranno arancioni. Le misure in vigore da lunedì 1 febbraio

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da domenica 31 gennaio alla mezzanotte (ovvero scatteranno quando sarà già lunedì 1 febbraio). Sono in area arancione le Regioni Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano. Tutte le altre Regioni e Province Autonome - quindi anche l'Emilia-Romagna - sono in area gialla.

L'ordinanza di Speranza: Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Bolzano in zona arancione, il resto d'Italia in zona gialla

Nessuna regione in zona rossa: scendono in arancione Sicilia e Provincia di Bolzano. Mentre molte regioni passano da arancione a giallo, comprese Lombardia e Lazio, di cui si è discusso in questi giorni. Con loro "guadagnano" un colore migliore anche Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Fvg, Liguria, Marche e Piemonte. Secondo la nuova ripartizione che verrà ufficializzata con l'ordinanza:

  • zona gialla: Lombardia, Piemonte, Lazio, Veneto, Campania, Basilicata, Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche;
  • zona arancione: Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Provincia Autonoma di Bolzano; 
  • zona rossa: nessuna regione

Le indiscrezioni uscite nei giorni scorsi descrivevano una situazione completamente diversa nelle regioni a causa di un'interpretazione del Dpcm uscita proprio dal ministero della Salute secondo la quale non essendo trascorso il quattordicesimo giorno dall'entrata in vigore delle norme restrittive, di molte regioni (dieci) che aspiravano al giallo soltanto Calabria, Emilia-Romagna e Veneto sarebbero passati all'area con minori restrizioni. Ma una decisione non era stata ancora presa e intanto molti presidenti di Regione avevano minacciato ricorsi al Tar. Alla fine il report #37 dell'Istituto Superiore di Sanità ha certificato il passaggio o la permanenza di tutti gli enti locali in aree di relativa sicurezza (nessuna regione si trovava a rischio alto) e allo Speranza ha deciso di anticipare i contenuti dell'ordinanza. In Italia si registra "un decremento del tasso di incidenza dei casi, anche se è una decrescita lenta, tranne che a Bolzano. Vediamo un leggero aumento dei casi asintomatici o paucisintomatici e questo tiene conto del fatto che l'uso più ampio dei test antigenici consente di individuare asintomatici. L'Rt è in calo, e questo è sicuramente positivo", ha spiegato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, al punto stampa sull'analisi dei dati della Cabina di Regia. Anche per la mortalita', ha sottolineato, "c'è una decrescita, abbastanza lenta". 

L'epidemiologo Gianni Rezza alla conferenza stampa del ministero della Salute ha detto: "La situazione è migliorata. Incidenza e Rt in lieve calo ci dicono che la tendenza in questo momento è positiva. Ma l'incidenza è tuttavia ancora elevata e resto alto il numero dei morti. Quindi le misure prese hanno funzionato anche se si fatica ad abbattere molto l'incidenza di nuovi casi, in un quadro in cui il virus in Ue circola molto e ci sono varie varianti". 

L'ordinanza che ha portato in zona arancione Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d'Aosta è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio scorso ed è in vigore dal 17. Sardegna e Lombardia erano invece in zona arancione dal 23 gennaio, ma, come sappiamo, in virtù della famosa "correzione" dell'indice di contagio Rt dopo la collocazione in zona rossa per errore  la circolare (disponibile sul sito del ministero) si basava sulla rivalutazione "ora per allora" dei dati del report n. 35 del 15 gennaio.

COSA SI PUO’ FARE IN ZONA GIALLA

Quali spostamenti sono consentiti?
E’ possibile spostarsi dalle 5.00 alle 22.00, all’interno della propria regione/provincia autonoma, senza necessità di motivare lo spostamento, mentre sono vietati tutti gli spostamenti dalle 22.00 alle 5.00, e al di fuori della propria regione o provincia autonoma, eccetto quelli dovuti a comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre chi vive in un comune fino a 5.000 abitanti può spostarsi liberamente, tra le 5.00 e le 22.00, entro 30 km di distanza, dunque anche in un’altra regione o provincia autonoma, eccetto che verso i capoluoghi di provincia.

Posso fare la spesa in un comune diverso dal mio?
Si, ma solo se si trova nella stessa regione.

Posso uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?
Sì, non sono previste limitazioni alle categorie di prodotti acquistabili.

Posso pranzare o fare colazione in ristoranti e bar?
Si, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, bar e altre attività di ristorazione sono aperti con possibilità di consumo all’interno dalle 5.00 alle 18.00. Dopo le 18.00 sono ammesse solo la vendita da asporto fino alle 22.00 e la consegna a domicilio senza limiti di orario.

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