L'Italia arancione e rossa a Natale: ecco il piano del governo

L'esecutivo conferma la nuova stretta: due le ipotesi principali sul tavolo, ma c'è ancora incertezza sulle date. La sottosegretaria alla Salute Zampa: "Dobbiamo correre più forte del virus e prevenire"

Tutta l’Italia in zona rossa o arancione? E per quale periodo? Ci sarà un nuovo Dpcm? E sarà possibile spostarsi tra i Comuni? Sono alcune delle domande che gli italiani si stanno facendo dopo la decisione del governo di introdurre nuove misure anti-Covid per evitare un aumento dei contagi a gennaio. In realtà una decisione non è stata ancora presa come stanno ripetendo in queste ore molti esponenti dell’esecutivo. Ma certo col Natale alle porte non si potrà indugiare molto. I tempi dunque sono strettissimi. In queste ore i tecnici del Comitato tecnico scientifico sono in riunione per mettere a punto le indicazioni che dovrà fornire all’esecutivo. Il governo sta attendendo che il Cts si pronunci per tornare a riunirsi - in un nuovo vertice tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza - e decidere su un giro di vite che però, a detta di tutti, appare ormai inevitabile. L’ultima parola spetterà ovviamente al premier e ai ministri. A seguire, domani e giovedì, il governo vedrà le regioni per un confronto sulle decisioni assunte. Insomma, è ormai questione di ore. E forse già in serata potrebbe trapelare qualche indicazione anche se il provvedimento non vedrà sicuramente la luce prima di domani. 

Zona rossa o arancione "rinforzata", le ipotesi

Che cosa dobbiamo aspettarci? Il “Corriere della Sera” fa due ipotesi: una zona rossa nazionale, oppure tutta l’Italia in zona arancione, con bar e ristoranti chiusi, ma negozi aperti. Così però non si risolverebbe il problema degli assembramenti nelle vie dello shopping, per cui se il governo dovesse optare per la zona arancione, è molto probabile che verranno introdotte misure ad hoc. Per questo si parla anche di una “zona arancione rinforzata” con misure studiate per prevenire il più possibile che si verifichino episodi come quelli registrati nel corso del week end corso. Secondo diversi quotidiani non è neppure esclusa la possibilità che il governo conceda una deroga agli spostamenti  entro i 30 km, ma solo per i Comuni sotto i cinquemila abitanti. C’è incertezza anche sulle date. Le nuove misure potrebbe scattare solo nei giorni festivi o prefestivi. Oppure durare per tutte le feste di Natale. Restano valide le ipotesi che abbiamo fatto ieri.

  • Dal 24 dicembre al 1° gennaio;
  • Nei giorni festivi e prefestivi (24-27 dicembre, 31 dicembre - 2 gennaio e dal 5 al 7 gennaio);
  • Dal 24 dicembre al 7 gennaio;

Un’altra possibilità sul tavolo è quella di rendere l’Italia zona arancione per tutto il periodo delle festività, imponendo misure più rigide solo nei giorni festivi. Ma per adesso, come dicevamo non c’è nulla di certo.

Ricapitolando. Le ipotesi in campo sono principalmente due:

  • Tutta l’Italia in zona rossa
  • Una zona "arancione rinforzata" con misure ad hoc per evitare gli assembramenti.

Che cosa cambierebbe per i cittadini? Nelle zone arancioni i negozi possono operare regolarmente fatto salvo ovviamente il rispetto delle misure anti-Covid.  Bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie restano invece chiusi (ad eccezione delle mense e del catering). Resta consentita la possibilità di effettuare la consegna a domicilio e fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

divieti area arancione-2

Per quanto riguarda la mobilità, nelle zone arancioni è consentito circolare liberamente all’interno del proprio comune dalle 5 del mattino alle 22, senza dover presentare alcuna autocertificazione. È dunque necessario rispettare il coprifuoco, ma per il resto nessun limite agli spostamenti. Ma ripetiamo: non sono escluse misure ad hoc in viste delle feste.

Zampa: "Alla vigilia di Natale l'Italia sarà più arancione e rossa che gialla"

Il fatto che il governo si prepari a varare nuove misure non sembra ormai in discussione. La conferma è arrivata direttamente dalla sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa"Credo che il 24 dicembre la mappa dell'Italia sarà più arancione e rossa più che vicina al giallo, ma non posso anticipare decisioni che deve assumere il governo" ha fatto sapere Zampa intervenuta a Tagadà su La7. "Dobbiamo fare in modo che scenda la curva dei contagi - ha detto ancora la sottosegretaria - e per fare questo bisogna stringere di più. I lavori del Cts sono iniziati ieri. I tecnici devono consegnare al governo uno strumento il più possibile utile per correre più forte del virus e prevenire".

Ad ogni modo "la decisione non è ancora stata presa" ha precisato questa mattina la stessa Zampa ai microfoni di 'Radio anch'io' su RaiRadio1. "Ieri sera durante la discussione si parlava di misure parecchio rigorose che servano a fermare molto di più i movimenti delle persone. Misure come quella delle zone rosse e arancioni". "Lo sforzo che è stato chiesto ieri al Cts - ha aggiunto - è stato uno sforzo di chiarezza e cioè quali misure impattano di più. Un nuovo lockdown non è una zona rossa. Certamente mentre negli altri paesi sono andati in questa direzione da noi no, però la curva non si è abbassata in modo sufficiente e necessario". Per saperne di più dunque bisognerà aspettare le indicazioni del Comitato scientifico che si è riunito nuovamente in queste ore.

Bonaccini: "Sì a nuove restrizioni, ma non è pensabile chiudere tutto"

Intanto sull'ipotesi di nuove restrizioni anche i governatori dicono la loro. Stefano Bonaccini non si sbilancia, ma fa capire chiaramente che dal suo punto di vista un lockdown totale come quello di primavera non è pensabile. "Siccome non possiamo richiudere tutto e tutti, a partire dal fatto che la scuola ha bisogno di riaprire all'inizio del prossimo anno - ha afferma il presidente dell'Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni - dobbiamo capire intanto quale può essere l'intendimento del governo dopo le discussioni che stanno facendo in queste ore e vediamo se c'è una disponibilita' delle Regioni a valutare insieme quali ulteriori restrizioni potrebbero da qui a inizio gennaio a non fare rialzare i contagi". Quindi, glissa il governatore durante una videoconferenza stampa in Regione, "ogni cosa che dicessi in questo momento sarebbe prematura perché il confronto ci sara' probabilmente domani e dopodomani". Ma, aggiunge ancora Bonaccini, "dobbiamo fare le cose per bene alla luce di quello che stanno facendo altri paesi europei", parecchi dei quali stanno mettendo in campo misure più restrittive per le vacanze di fine anno. E questo, sottolinea infine Bonaccini, "a tutela dei professionisti dalla sanità che da febbraio scorso sono impegnati in una sfida che non gli fa più distinguere la notte dal giorno, e la domenica dagli infrasettimanali". 

Il governatore del Veneto Luca Zaia insiste soprattutto sulla necessità di garantire adeguati ristori alle categorie penalizzate dalle nuove misure. "Le posizioni son variegate, ma il vero tema che allinea tutti è quello dei ristori" ha detto il presidente della Regione spiegando che le "misure dovranno essere direttamente proporzionali agli indennizzi che lo Stato può erogare. Al momento, "è  in corso una interlocuzione di tutte le Regioni con il Governo rispetto a quello che sta accadendo, c'è un dibattito nazionale e sembra ci siano delle volontà.. So che si è riunito il Cts e la convinzione è che ci siano misure da prendere in maniera uniforme a livello nazionale". Del resto "tutte le comunita' rischiano di vedere la curva risalire" e "oltre al tema sanitario c'è anche il problema di vantaggio competitivo. Noi sappiamo che il 10 gennaio probabilmente la Germania avrà abbassato moltissimo le sue curve di contagio, dal 16 dicembre va in lockdown e ci mette 11 miliardi per dare il 90% del fatturato a tutte le imprese sotto i 500.000 euro di fatturato". Insomma, "le misure ci vogliono, ma quello che possiamo fare senza ristori è ben poco... Immagino che alla volta di domani una decisione ci sara'". 

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