L’ostello “Don Zermani” cessa l’attività, ospiterà solo profughi

La struttura di via Zoni ha chiuso i battenti: verrà messa a disposizione esclusivamente per l'accoglienza dei profughi

l'ostello

L’ostello “Don Zermani” non ospiterà più turisti, viaggiatori, studenti e pellegrini di passaggio nella nostra città. La struttura di via Zoni, quartiere Belvedere, ha chiuso i battenti nella giornata di domenica 30 aprile, suo ultimo giorno di attività. O meglio, il “Don Zermani” cambia la sua destinazione d’uso: cessa di essere un ostello per diventare un luogo di accoglienza per i profughi. Già da qualche tempo un gruppo di profughi era ospite di un’ala distaccata dell’ostello. Ora tutte le camere a disposizione della struttura – si parla di diciotto stanze -  verranno messe a disposizione per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Il tutto gestito dall’associazione “La Ricerca”. Una quarantina di profughi potrebbero essere ospitati nella struttura a breve, appena si conoscerà l'esito del recente bando indetto dalla prefettura. 

IL COMMENTO DELLA LEGA NORD DI PIACENZA

«Prima si parla di rilanciare il turismo a Piacenza e in provincia, poi si riempiono le strutture ricettive di immigrati. E così anche all’ostello Don Zermani, come già avviene in altri hotel della città, un turista si vedrà negata una camera perché ad occuparla è con buone probabilità un clandestino al quale verrà respinta la richiesta di asilo politico». È il commento del segretario della sezione cittadina della Lega Nord, Luca Zandonella, sull’arrivo di quaranta richiedenti asilo in via Zoni a Piacenza. «Invece di rimpiazzare i turisti con i presunti profughi facendo il gioco di chi ha architettato un’invasione molto vantaggiosa per qualche organizzazione – attacca Zandonella -, è necessario rescindere la convenzione che lega il Comune a Prefettura e Asp Città Di Piacenza, la quale deve tornare ad occuparsi esclusivamente di persone in difficoltà. Dev'essere annullata anche la convenzione con la rete Sprar, affinché le risorse investite per questo servizio vengano impiegate per i piacentini bisognosi. Infine, il Comune deve negare qualunque cessione di strutture municipali ai migranti economici che non sono profughi».

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