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La bozza del Dpcm 3 dicembre, tutte le novità su coprifuoco e spostamenti

Il testo provvisorio del decreto ministeriale inviato agli enti locali. Prevede che la scadenza delle misure sia fissata al 15 gennaio, mentre gli interventi per Natale scadranno il 7. Coprifuoco posticipato alle 7 a Capodanno

La bozza del Dpcm 3 dicembre prevede che la scadenza delle misure contenute nel decreto ministeriale sia fissata al 15 gennaio, mentre gli interventi per Natale e Capodanno scadranno il 7. Tra questi c'è il coprifuoco per Capodanno che sarà posticipato alle ore 7: "Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7.00 del 1° gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute", recita il testo. Ma gli enti locali sono sul piede di guerra. 

La bozza del Dpcm 3 dicembre: il coprifuoco rafforzato a Capodanno

Il testo della bozza del Dpcm 3 dicembre è stato inviato stanotte alle 2,30 alle Regioni, che ne contestano diversi punti. Ci sono novità per la scuola, che dal 7 gennaio torna in presenza al 50%: "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado  adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 7 gennaio 2021, al 50 per cento della popolazione studentesca sia garantita l'attività didattica in presenza", si legge. 

Il testo completo, riportato dall'agenzia di stampa Dire, riporta anche una "forte raccomandazione": "Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7.00 del 1° gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi". Il governo quindi consiglia di passare il Capodanno a casa per tutto il giorno. 

Sempre secondo la bozza si potrà tornare a sciare dal 7 gennaio: "Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Dal 7 gennaio 2021, gli impianti sono aperti  agli sciatori amatoriali".

La bozza del Dpcm 3 dicembre: niente deroghe agli spostamenti tra regioni

Secondo l'agenzia di stampa Ansa nella bozza non sono previste deroghe agli spostamenti tra regioni di nessun tipo. Contrariamente a quanto annunciato nei giorni scorsi i centri commerciali rimarranno chiusi nel week end: "Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, ed edicole". Il limite della chiusura dei negozi viene spostato alle 21: "Fino al 6 gennaio 2021,l'esercizio delle attività commerciali al dettaglio è consentito fino alle ore 21.00. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, ed edicole".

È confermato che negli alberghi sarà consentito soltanto il veglione di fine anno in camera e quindi non potranno aggirare il divieto di cena: "Dalle ore 18.00 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7.00 del 1 gennaio 2020, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio in camera". Questo è il testo completo riportato dall'agenzia di stampa Dire:  "Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle ore 18.00; il consumo al tavolo e' consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; dalle ore 18.00 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7.00 del 1° gennaio 2020, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio in camera". Resta sempre consentita "la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze". Anche le crociere sono sospese fino al 6 gennaio. 

C'è comunque una categoria che potrà mangiare a cena: i viaggiatori. La bozza del dpcm spiega infatti che "restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali e negli aeroporti, nei porti e negli interporti con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro". Continua infine ad essere sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all'esercizio delle professioni. Sono esclusi i casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari o in modalità telematica, e sono esclusi i concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all'esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile. Resta ferma la possibilità per le commissioni di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto. 

Bozza Dpcm: il testo delle misure per la scuola

Il testo delle norme sulla scuola contenute nel nuovo Dpcm prevede che "le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 7 gennaio 2021, al 50 per cento della popolazione studentesca sia garantita l'attivita' didattica in presenza". Il dpcm chiarisce che "resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell'istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall'ordinanza del Ministro dell'istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata. L'attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l'infanzia, per la scuola dell'infanzia, il primo ciclo di istruzione nonché, secondo quanto previsto al primo periodo della presente lettera, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina".

È confermato anche che saranno i prefetti a gestire i trasporti: "Presso ciascuna Prefettura, infatti, e nell'ambito della Conferenza provinciale permanente - così si legge - è istituito un tavolo di coordinamento, presieduto dal Prefetto, per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto utilizzabili, volto ad agevolare la frequenza scolastica anche in considerazione del carico derivante dal rientro in classe di tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado". 

"Chiederemo chiarimenti" sul Dpcm "ad esempio sul passaggio relativo alla scuola, quando dice che dal 7 gennaio riapre al 50% per la popolazione studentesca. Per tutta la popolazione scolastica? O riguarda solo la scuola secondaria di secondo grado?", ha detto oggi il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo a Radio Anch'io su Radiouno prima della Conferenza delle Regioni. "Ho fatto una lettura sommaria" del testo, ha precisato Fedriga, "visto che ce l'hanno mandato questa notte alle 2.32". Ma "ci sono dei problemi: abbiamo sempre cercato di collaborare anche con discreto anticipo e valuteremo". 

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