La Casa Circondariale di Piacenza accoglie Romano Olindo

Rosa Bazzi e Olindo Romano divisi. Appresa la notizia della separazione la donna sviene, il marito si trova ora nel carcere di Novate. L'Istituto risale agli anni '70 e si trova in condizioni di sovraffollamento

Sono passati ormai due anni da quell’11 dicembre del 2006, quando i  coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi commisero il quadruplice omicidio di Erba, per cui lo scorso 26 novembre 2006 vennero condannati dalla Corte D’Assise di Como all’ergastolo in primo grado e ad un isolamento diurno della durata di tre anni.

La coppia, fino a qualche giorno, era stata custodita nel carcere comasco del Bassone,  ma ora i due coniugi sono stati separati: Rosa Bazzi sconterà la pena detentiva nel carcere di Vercelli, mentre Olindo Romano nel carcere in via delle Novate a Piacenza.

La decisione è stata presa dall’Amministrazione Penitenziaria con ponderatezza, secondo quanto spiegato dal Provveditore Delle Carceri Lombarde, Luigi Pagano, che precisa il fatto che alla coppia verrà assicurato il diritto, costituzionalmente garantito, di colloquio.

Se i parenti delle vittime hanno accolto la decisione con soddisfazione, visto che da sempre chiedevano la separazione dei due coniugi, di parere contrario sono gli psicologi del carcere di Como e soprattutto i legali dei due condannati.

I due coniugi, al momento di lasciare il carcere di Como, non sapevano che da lì a poco sarebbero stati trasferiti in due diversi istituti penitenziari. Dunque si è trattata di una partenza, avvenuta nel giro di un’ora dal momento in cui è arrivato l’ordine di trasferimento, senza pianti o scenate di disperazione, una partenza avvenuta da parte dei due coniugi con la convinzione che da lì a poco essi si sarebbero rincontrati in un altro istituto.

Solo la mattina dopo il trasferimento il direttore del carcere di Vercelli le ha comunicato che suo marito era stato trasferito altrove. La reazione di Rosa del giorno dopo è stata fortissima. Sbiancata in volto, è svenuta e ha passato la notte in biano piangendo e chiedendo di Olindo.

Ora Olindo Romano dovrà adattarsi alla vita carceraria piacentina senza la presenza della moglie. Tra l’altro l’istituto piacentino patisce livelli di sovraffollamento e lo stato della struttura, che risale agli anni 70, non si presenta in condizioni adeguate. Vedremo come l’ex netturbino reagirà alla separazione dalla moglie e alla vita carceraria piacentina.     



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