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Le due postazioni di Piacenza e Parma al momento dello "switch off"

Le due postazioni di Piacenza e Parma al momento dello "switch off"

«La centrale del 118? Noi l'abbiamo aperta 21 anni fa, e noi la chiudiamo oggi»

Eseguito il trasferimento del 118 da Piacenza a Parma. Alle 10,58 del 10 dicembre la prima telefonata nella nuova centrale operativa. Commozione a Piacenza per la chiusura di un pezzo di storia

«La centrale operativa del 118? Noi l’abbiamo aperta nel 1993, noi l’abbiamo chiusa nel 2014». Così la “vecchia guardia” degli infermieri più anziani di servizio commenta la svolta epocale per il soccorso a Piacenza, che dalle 9 del 10 dicembre vede il passaggio della gestione dell’emergenza territoriale piacentina in capo al distretto di Parma. Alle 7,13 i tecnici hanno iniziato a trasferire le telefonate alla centrale di Parma dove gli operatori risponderanno alle telefonate 118 di Piacenza (oltre a gestire anche Reggio Emilia e  Parma stessa).

Tutto fila liscio. A Piacenza, nella storica sede di via Anguissola che aprì i battenti grazie a Maurizio Saltarelli, mancato qualche anno fa, il coordinatore Stefano Nani supervisiona insieme alla collega Enrica Bonibaldoni e ai tecnici il delicato momento dello “switch off”. Sedute alla loro postazione ci sono Maria Cristina Alberti e Sandra Rovelli, infermiere piacentine che fin dal primo giorno hanno prestato servizio al numero dell’emergenza.

Dall’altra parte, a Parma, ci sono altri tre piacentini: Gisella Schiavi, Monica Merli e Matteo Beghi, anche loro infermieri di lungo corso che lavorano al 118 da tanti anni. Nelle loro mani è transitata alle 10,58 la prima telefonata giunta da Rivergaro. Insieme a loro, in sala, anche il medico piacentino Enrica Rossi.
Cambiano le sigle dei mezzi di soccorso a Piacenza, che sono aumentati e sono meglio dislocati sul territorio, ma il lavoro prosegue senza intoppi per tutta la mattina. «L'ambulanza dell'ospedale adesso si chiama Tango 50, ma io preferivo la storica sigla Victor 50» afferma ironicamente l'infermiere Davide Rivi.

La sera precedente, però, gli appartenenti al 118 di Piacenza si sono trovati per brindare insieme un'ultima volta. Ci sono infermieri, medici e autisti delle ambulanze. La commozione è tanta e aleggia nell’aria la tristezza per un progetto che dopo oltre 20 anni cede il passo a una riorganizzazione la cui “ratio” è ancora tutta da dimostrare. Ma tant’è. Si cena insieme, ci si abbraccia, si ricordano i tanti interventi gestiti nel corso degli anni e i vecchi tempi quando la centrale operativa era soltanto un telefono su un tavolo del vecchio ospedale che squillava ogni tanto.
Alla festa ci sono anche il dottor Maurizio Arvedi, ex primario del pronto soccorso ed ex responsabile del 118, e l’infermiera Carla Zucconi, per tanti anni capo sala del pronto soccorso. Alla fine ci si ritrova tutti a guardare un cartellone con le foto di ogni membro che, in 21 anni, ha preso parte a quello che all’epoca sembrava soltanto un sogno, ma che poi è diventata una indimenticabile avventura.

SWITCH OFF DEL 118 DI PIACENZA - VIDEO
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