«Chiesa di Grintorto venduta a un privato, ma ancora aperta al culto»

La Diocesi sulla chiesa di Grintorto (Agazzano): «Non avevamo i soldi per intervenire, giusto venderla a un privato»

«La chiesa del piccolo borgo di Grintorto è stata argomento di numerosi interventi sulla stampa. È ora possibile – scrive l'ufficio beni ecclesiastici della Diocesi di Piacenza in una nota - fare opportuna chiarezza sui fatti, in quanto si sono protratte le trattative per ottenere le massime garanzie per l’uso a culto dell’edificio sacro. Occorre una necessaria premessa. Durante un sopralluogo fatto circa due anni fa, la situazione della chiesa era quella evidenziata nelle foto. Il sagrato si trovava e si trova in situazione di degrado e non praticabile in sicurezza. In modo particolare, guardando la facciata, il lato destro risultava fortemente avvallato in ragione del cedimento del muro di sostegno che regge il terrapieno su cui poggia la chiesa. Questo cedimento del muro ha inoltre  innescato un meccanismo di rotazione con conseguente distacco della cappella di destra (come rilevato dall’ingegnere che ha partecipato al sopralluogo). La copertura della chiesa, purtroppo, è stata realizzata nel passato con lastre di amianto sottocoppo che dovranno essere quanto prima rimosse per la salute pubblica. Il campanile è stato restaurato sul solo lato della facciata ma gli altri tre lati interni non furono interessati dall’intervento, con conseguente forte ammaloramento dei cornicioni che minacciano di crollare sul tetto della chiesa.

Per la curia non è possibile reperire un quantitativo di risorse tali da promuovere  onerosi e inderogabili interventi,  necessari ad evitare la chiusura della chiesa, a maggior ragione visto la ormai totale assenza di una comunità parrocchiale ridotta oggi ad una decina di residenti. Per evitarne la chiusura - nel breve la dichiarazione di inagibilità sarebbe inevitabile e la chiesa diventerebbe un rudere -, la curia ha accolto la disponibilità di un parrocchiano di acquistare la chiesa e di sistemarla a sue spese. La curia ha operato per favorire il mantenimento del servizio di culto. A lavori ultimati, una chiave sarà data alla curia e la chiesa continuerà ad essere adibita al culto. È una scelta che non è stata fatta a cuor leggero, tantomeno con intenti speculativi, ma per garantire che le opere necessarie, in modo particolare il rifacimento della copertura e la pavimentazione del sagrato,  vengano effettivamente eseguite nel breve termine. Mediante scrittura privata, il  futuro acquirente si è assoggettato alla loro realizzazione, come condizione preliminare alla stipula del rogito. Il cantiere prenderà il via nei prossimi giorni.

L’uso a culto viene garantito sia dal Decreto della Soprintendenza di Bologna  sia per effetto di scrittura privata tra le parti, da trascriversi all’interno dell’atto di compravendita, a valere per l’acquirente e le generazioni future. Tutti gli arredi liturgici e gli oggetti di uso devozionale resteranno in proprietà della parrocchia. L’ufficio amministrativo si farà garante che questi impegni vengano rispettati dall’acquirente.

Dunque la questione della chiesa di Grintorto viene spostata dalla proprietà all’uso. Sono diverse le chiese e gli oratori in diocesi di proprietà di soggetti diversi dalle parrocchie, tra cui alcuni anche di privati, dove si svolgono abitualmente celebrazioni aperte a tutti. Purtroppo quando alcuni edifici sacri non hanno trovato chi se ne prendeva cura, sono stati chiusi. In questo caso si evita questa sorte alla chiesa di Grintorto, che è, e resterà, ad uso esclusivo del culto cattolico».

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