«La ciclabile del Corso è un'ottima idea. Chi cade è perché non presta attenzione»

Ettore Fittavolini, a nome dell'associazione dei pendolari, scrive al sindaco: «Va tenuta sotto controllo per evitare soste selvagge e che vi transitino le auto»

La nuova ciclabile sul Corso

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Ettore Fittavolini (Associazione pendolari Piacenza) ha scritto al sindaco e all'assessore Cisini tornando sul dibattuto tema della nuova pista ciclabile in corso Vittorio Emanuele.

Come è noto è stata istituita da alcune settimane, nell’ambito del progetto di riqualificazione della viabilità di Corso Vittorio Emanuele, una nuova pista ciclabile bidirezionale, attualmente, come da notizie pubblicate a mezzo stampa, in modalità di esercizio provvisorio, e quindi in attesa di essere configurata in modalità definitiva,  dopo opportuna sperimentazione.

Se l’iniziativa, così come appare dalle dichiarazioni dei competenti Assessori, è volta a creare raccordi con altre piste ciclabili, al fine di ottimizzare e migliorare i percorsi, e nell’ottica di perseguire sempre  più la mobilità sostenibile nella nostra città, con incremento della sicurezza e della protezione dell’utenza “ debole “ della strada (ciclisti e pedoni) siamo assolutamente convinti della bontà dell’iniziativa.

Se inoltre, così come appare nella sua configurazione, è stata costruita secondo i dettami del DECRETO MINISTERIALE 30 novembre 1999, n. 557 - Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili ( e non dubitiamo del contrario), ci appaiono pretestuose le argomentazioni lette a mezzo stampa, per le quali, a seguito di alcune cadute registrare con varia modalità, alcuni cittadini avrebbero intenzione di citare per danni il Comune, causa segnaletica insufficiente e non conforme.

Tutti gli utenti della viabilità cittadina devono, nel momento in cui di muovono, indipendentemente dal mezzo da loro utilizzato, prestare la massima attenzione e rispettare il Codice della Strada; non ci sono altre giustificazioni rispetto alle norme cui attenersi. La distrazione è mancanza dell’utente, non del manufatto eseguito a norma.

Rileviamo invece, per averlo constatato di persona, e dopo averlo riscontrato da numerose fotografie pubblicate sui siti “ social “ una sistematica  violazione delle norme della circolazione e della sosta, in quanto sulla ciclabile a più riprese parcheggiano autovetture e motocicli, addirittura percorrendo  (!!!) la ciclabile stessa, creando situazioni d grave pericolo per gli utenti in bicicletta.

Possiamo comprendere che novità “ epocali “ come questa possano creare qualche momentanea indecisione alla guida negli utenti, piacentini e non, ma troviamo inaccettabile che non si siano previsti, in una zona così trafficata della città, controlli severi e rigorosi, alla luce di gravi violazioni alla sede ciclabile.

Chiediamo pertanto che vengano attivati al più presto da parte della Polizia Municipale presidi fissi di prevenzione e repressione delle violazioni al Codice della Strada, che gli ingressi alla ciclabile stessa vengano ulteriormente protetti con appositi manufatti da ingressi indebiti (ad esempio con archetti metallici come quelli già installate per altre ciclabili cittadine, vedasi La Verza) e  che vengano installate telecamere di controllo collegate alle Forze dell’Ordine.

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