La direttrice dell’asilo: «Non ho maltrattato i bambini»

Inchiesta alla scuola materna di San Polo. Interrogatorio di garanzia per suor Paluello. Le difese chiedono la remissione in libertà. Il giudice si riserva la decisione

L'ingresso della scuola

Ha risposto a tutte le domande, negando i maltrattamenti nei confronti dei bambini. E’ durato oltre un’ora l’interrogatorio di garanzia di suor Silvana Paluello, la direttrice dell’asilo San Giovanni Bosco di San Polo, che si trova agli arresti domiciliari accusata di maltrattamenti nei confronti dei minori. Al termine dell’interrogatorio, i difensori della direttrice, gli avvocati  Graziella Mingardi e Franco Livera, hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari, Luca Milani, la revoca della misura cautelare. La stessa richiesta era stata avanzata per le altre due insegnanti coinvolte nell’inchiesta della procura, Annalisa Paraboschi ed Ernestina Rossi. La direttrice ha risposto alle domande, entrando nel dettaglio delle accuse che le vengono mosse e spiegando il proprio lavoro e come veniva svolto. Il gip si è riservato la decisione.

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livera mingardi avvocati maestre san polo-2L’arresto delle tre maestre è avvenuto il 28 novembre da parte dei carabinieri di San Giorgio, guidati dal luogotenente Marco Dubrovich, e coordinati dal sostituto procuratore Matteo Centini. Per le insegnanti, l’ipotesi di accusa è quella di maltrattamenti su minori, con l’aggravante di aver di aver picchiato e sottoposto a «vessazioni» fisiche e psicologiche alcuni bambini alla presenza di altri bimbi. Due famiglie di due presunte vittime sono difese, invece, dall'avvocato Sara Soresi. Mentre in paese gli abitanti sono divisi sulla posizione nei confronti della vicenda - c’è stata una raccolta di oltre 500 firme a favore delle tre maestre - l’inchiesta continua. Nei giorni scorsi, molti sono stati ascoltati in procura come persone informate sui fatti. Secondo l’indagine, scaturita dalla denuncia di una mamma, le tre avrebbero  usato violenza, per lo più psicologica, nei confronti degli allievi dell’asilo provato. Insulti, minacce - tra cui alcune frasi riportate nell’ordinanza del gip come «ti faccio mangiare la carta igienica», «ti metto la testa nel water», «ti dò una scarpata» - e umiliazioni, anche riferite in un paio di casi alla sfera sessuale.

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