La guerra dei Pendolari: dopo gli aumenti estivi, cosa ci aspetta?

Aumenti delle tariffe in vista dell'esodo estivo ma non è l'unica sorpresa per i viaggiatori su rotaia. E il consigliere regionale Pollastri spiega perchè serpeggiano "Malumori e proteste"

Malumori e proteste, è l’atteggiamento dei viaggiatori che, in questi giorni “caldi” di partenze per le vacanze affollano le biglietterie delle stazioni e si rendono conto, loro malgrado, degli aumenti sui biglietti che arrivano a toccare, sulla seconda classe, il 6,6%. Stessa scena si ripeterà, tra poche settimane, quando i pendolari, tornati dalle ferie, alle prese col rinnovo di mensili ed annuali si accorgeranno di  dover pagare dal 9 al 25% in più.


“Il malcontento degli utenti è comprensibile – spiega da Bologna il consigliere regionale Andrea Pollastri – come più volte evidenziato non solo dalle forze politiche di opposizione ma anche da CRUFER e da Federconsumatori, la gente si rende conto che questi aumenti sono ingiustificati perchè non corrispondono ad un miglioramento del servizio, anzi, quanto a pulizia, puntualità e comfort la situazione è in continuo peggioramento.


Inoltre è ormai chiaro a tutti che anche la “scusa ideologica” del rincaro dovuto alla Finanziaria non tiene: l’Assessore Alfredo Peri ha affermato che i rincari vengono dopo due anni di prezzi bloccati ed hanno il valore dell’inflazione, ma ciò non corrisponde a verità poiché, come dimostrano le cifre precedentemente citate, esse sono ben al di sopra del valore dell’inflazione e, almeno per quanto riguarda le corse singole, dal 2008 ad oggi sono cresciute del 22%.”


“Voglio citare – spiega il piacentino Pollastri - un famoso detto piacentino che ben descrive la paradossalità dell’attuale situazione: “La Gariverta (piccola chiesa urbana n.d.r.) fa l’elemosina al Duomo”. La gente comune deve mettere mano al portafogli per far fronte al deficit spaventoso di Trenitalia, la quale ha incassato in questi anni ingenti trasferimenti da Stato e Regioni, senza provvedere ad una seria politica di rigore che tutti, da tempo, invitavano ad adottare. Ed ora che (finalmente) dall’alto arriva uno stop alle “spese pazze”’ invece di provvedere al taglio agli sprechi la società fa pagare agli utenti, che già pagano le tasse, il proprio debito attraverso aumenti e riduzioni dei servizi.”

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“È ora – conclude - che chi in passato doveva controllare e non l’ha fatto, cominci a farlo ora pretendendo servizi migliori ed aumentando le multe se ciò non si verifica.”
 

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