La municipale “irrompe” in consiglio comunale per protesta

Protesta silenziosa di una delegazione della polizia municipale di Piacenza che si è presentata al termine del consiglio comunale a Palazzo Mercanti con cartelli critici nei confronti dell'Amministrazione. Sarasini (Sulpl): «Non ci ascoltano e non vogliono discutere»

La protesta silenziosa della municipale

Mentre era in corso – durante il consiglio comunale del 3 novembre - il dibattito sull’ultimo ordine del giorno presentato dal consigliere Marco Colosimo, una delegazione della polizia municipale si è presentata nella sala consiliare di Palazzo Mercanti in segno di protesta. Paolo Sarasini del Sulpl ha spiegato le ragioni dell’improvvisa presenza in aula, mentre il presidente del consiglio comunale Claudio Ferrari impediva – come da regolamento – di tenere cartelli e scritte in aula. «Questo è un piccolo segno – ha detto Sarasini -  di protesta, d’ora in poi inizieremo una serie di azioni sindacali volte a far valere i nostri diritti. I consiglieri non sono al corrente di come l’amministrazione sta portando avanti la trattativa con la municipale. L’ultima proposta che ci è stata presentata è stata l’ennesimo “no a tutto”. Non c’è volontà di discutere di risorse neanche per il prossimo bilancio, quello del 2015. C’è carenza di ascolto da parte dell’amministrazione, nonostante la percezione di insicurezza che c’è in città. È sempre la stessa storia: quando si tratta di mettere in campo uno sforzo per l’immagine dell’amministrazione, siamo definiti forze di polizia, quando chiediamo un’indennità di rischio, siamo semplici “fattorini” del Comune di Piacenza. Ci vada il sindaco o chi ne ha le competenze in certe situazioni di pericolo. Abbiamo dato suggerimenti – ricorda Sarasini - su dove andare a prendere le risorse. Si potevano introitare sanzioni che diamo ad altri enti: su questo tema hanno risposto solo dopo 7 mesi. Non c’è ascolto delle nostre istanze. Chiediamo un euro al giorno sul servizio e una riorganizzazione del corpo. Non c’è organizzazione nelle emergenze, e inoltre la normalità – a causa di questi disservizi - diventa emergenza.Abbiamo suggerito che ci sono parecchi fondi europei che le pubbliche amministrazioni non sono capaci di richiedere: si tratta di diversi milioni di euro, non briciole. Ho dato suggerimenti all’assessore al bilancio Luigi Gazzola su questo fronte. In comune a Piacenza abbiamo 16 dirigenti, tutti strapagati, a cui potremmo tagliare i premi di produttività. Neanche si sono interessati a questi aspetti, è da marzo che ne parliamo, la misura è colma».

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