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La pesta e cerca di strangolarla, studente accusato di tentato omicidio

Per l’uomo, accusato di tentato omicidio, chiesto il rinvio a giudizio. Nel giugno 2018 ha aggredito una compagna di università in preda a un raptus: pugni in faccia e alla testa, le mani strette intorno al collo. Un incubo a cui aveva messo fine la polizia arrestandolo in flagranza

L’aveva picchiata, aveva cercato di strangolarla, l’aveva inseguita dopo che lei si era liberata e colpita ancora in mezzo alla strada fino a che non era stato bloccato dalla polizia. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio, con l’accusa di tentato omicidio, di un 31enne. Un tentato omicidio aggravato da futili motivi e dalla minorata difesa della vittima. L’uomo, con problemi psicologici, secondo le accuse, avrebbe agito contro una ragazza 32enne che era uscita con lui in una serata del giugno del 2018. L’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari, Fiammetta Modica, è stata rinviata al prossimo ottobre. Il 31enne è difeso dagli avvocati Graziano Siringo (Foro di Siracusa) e Oreste Rivoli (Lodi). La giovane, invece, intende costituirsi parte civile ed è assistita dall’avvocato Stefano Sarchi.

Il ragazzo - i due erano studenti universitari, originari della Sicilia e oggi non più a Piacenza - dopo essere stato fermato dagli agenti era stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio e ricoverato in ospedale. Un notte terribile, quella tra il 7 e l’8 giugno di due anni fa, per la giovane studentessa. I due si erano fermati in auto a chiacchierare, in via Carducci, vicino a via Roma. Le porte dell’inferno si aprono all’improvviso per la ragazza. Un raptus improvviso. Lui comincia a urlare. Come in un film horror si mette le mani sul volto, la guarda e le sferra un pugno in faccia. Poi le cerca di immobilizzarla stendendosi su di lei con tutto il corpo. Lei si dimena. Riesce a uscire dalla vettura. Ma lui le è addosso. Lei cade e lui le è sopra. Le sferra un pugno al volto e le fa battere il capo a terra. Poi un altro pugno. La furia è animalesca. Le morde un braccio e un dito. Poi il momento peggiore. L’uomo le afferra il collo con entrambe le mani. La giovane si divincola, ma lui la afferra di nuovo cingendole il collo con un braccio. A lei manca il fiato, ma continua a difendersi. Allenta un po’ la presa e si alza. Fugge verso via Roma chiedendo aiuto. Alle sua spalle le urla dell’uomo: “stai zitta, non chiedere aiuto sennò ti ammazzo”. Purtroppo lui la raggiunge. “Sottomettiti, devi inginocchiarti”. Lei, allo stremo, esegue l’ordine, ma le arrivano altri due pugni alla testa. “Se gridi ti ammazzo”. Per fortuna, qualcuno ha sentito o assistito alla scena e ha già chiamato la polizia. Gli agenti arrivano mentre l’uomo è ancora in preda alla crisi violenta di rabbia. Viene immobilizzato. La vittima è sotto choc (tuttora accusa problemi psicologici) e viene trasportata in ospedale per le cure - ha lesioni ed ematomi - dove è giudicata guaribile in 10 giorni. Il 31enne, fuori controllo e non in grado di controllarsi viene ricoverato in Diagnosi e cura.

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