«La Polizia Locale ha piena competenza in materia di Pg. Quali sono i reali motivi della chiusura?»

Sulpl: «Le motivazioni della chiusura della Sezione Investigativa sono sicuramente ben altre, con ogni probabilità valide, ma ribadiamo a noi non note ed in ogni caso vogliamo evidenziare la nostra totale fiducia nelle istituzioni e nell’autorità giudiziaria»

«Quando si interviene, specialmente riguardo ad argomenti delicati, dovrebbe essere categorico avere ogni informazione necessaria, altrimenti si riempiono pagine di inesattezze e a volte castronerie. L’argomento che in questi giorni rimbalza sui social e sulla carta stampata locale è la notizia dell’improvviso scioglimento della squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Piacenza. Ad oggi  - scrive Miriam Palumbo, segreteria provinciale Sulpl - non ci è dato di conoscere le argomentazioni decisive per la sostituzione o la chiusura del nucleo. Motivo per cui, fatta questa premessa, noi ci limiteremo ad esprimere alcune considerazioni, in qualità di sindacato a tutela della categoria e dei nostri cittadini, evitando commenti e giudizi che appaiono quantomeno inopportuni, come quello dell’ex questore Innocenti in quiescenza da tempo o dell’ex ispettore ed ex collega Alessio Fionda».

«Certo è  - prosegue la nota - che la decisione, drastica e repentina, ha lasciato tutti a dir poco perplessi. Le motivazioni, rispetto alla decisione, sono apparse non del tutto convincenti e danno adito ai vari ex questori, ex colleghi, politici a strumentalizzazioni ed illazioni di ogni genere. Le reali motivazione a noi non sono date sapere, pertanto possiamo solo sottolineare che la Polizia Locale, sulla base della Legge Quadro n.65 del 1986, ha piena competenza in materia di Polizia Giudiziaria, attività che espleta su delega del Pubblico Ministero (e non del sindaco)».

«La PG infatti dipende esclusivamente dalla Procura. Dunque perché sindaco e comandante avrebbero dovuto d’iniziativa e dalla sera alla mattina decidere di rendere monco il loro Comando di Polizia Locale, privandolo della squadra di Polizia Giudiziaria e negando ai cittadini di un’opportunità di tutela e di denuncia di reati? Non ci risultano essere autolesionisti. Per cui le motivazioni sono sicuramente ben altre, con ogni probabilità valide, ma ribadiamo a noi non note ed in ogni caso vogliamo evidenziare la nostra totale fiducia nelle istituzioni e nell’autorità giudiziaria. Fatto certo è che le maggiori Procure d’Italia utilizzano appieno la potenzialità della Polizia Locale. E’ chiaro che se emergeranno altre incongruenze, queste meriteranno il giusto approfondimento nelle opportune sedi, poiché le cose devono essere sempre osservate a 360 gradi, non è possibile osservarle solo dall’angolo di visuale meno scomodo e colpendo l’anello più debole della catena».

«Così come raccontata la vicenda ha prestato il fianco alla minoranza di strumentalizzare politicamente una scelta che evidentemente politica non è, ma di altra natura. All’ex auestore Innocenti  diciamo “Cicero pro (ex) domo sua!”, il che sarebbe cosa buona e giusta, il problema è che esprime giudizi su altre forze di polizia , mentre noi mai ci permetteremmo di farlo. Rispetto a quando l’ex questore è andato in pensione il mondo è cambiato. Vero è che la saggezza è virtù degli anziani, ma non in tutti i casi. La Polizia Locale italiana, anche in ambito di Polizia Giudiziaria ha delle eccellenze che nulla sottraggono o hanno da invidiare alle altre forze di polizia. Colleghi che con umiltà e abnegazione portano a termine importanti operazioni in perfetta sinergia con le forze dell'ordine ad ordinamento statale. L’idea, che ancora qualcuno ama accarezzare, di confinare la Polizia locale nell’ambito della Polizia Amministrativa è fuori dal tempo, specie in un periodo come quello che stiamo vivendo in cui c’è sete di Sicurezza da parte dei Cittadini e di noi operatori. Infine - conclude - intendiamo smentire le affermazioni riguardo all’indennità di servizio esterno: mai il comandante o l’amministrazione hanno negato alla squadra di PG la stessa. L’ISE può essere corrisposta contrattualmente solo a coloro che espletano prevalentemente servizio esterno, cosa che a fronte dello stesso non è mai stata negata a nessun appartenente al corpo».

                                                                                                                     

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