La Prefettura: «Reati in calo, soprattutto i furti. I cittadini adesso sono più tranquilli»

Riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con la partecipazione del Procuratore della Repubblica Salvatore Cappelleri: «E' aumentata la percezione di sicurezza»

Nella mattinata di mercoledì 21 ottobre si è svolta in Prefettura una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con la partecipazione del Procuratore della Repubblica Salvatore Cappelleri.

Nel corso dell’incontro sono stati esaminati i risultati delle attività straordinarie di controllo del territorio, poste in essere da alcuni mesi nelle zone di Via Roma e dintorni, ed ultimamente anche nei Comuni di Fiorenzuola e Castelsangiovanni, con la collaborazione del Nucleo di Prevenzione Crimine di Reggio Emilia. 

«I sindaci dei Comuni interessati, presenti alla riunione - afferma la prefettura in una nota - hanno dato atto che la maggiore presenza di forze di polizia sul territorio ha determinato una maggiore tranquillità dei cittadini, nei quali è diminuita la percezione di insicurezza. I dati sull’andamento dei delitti, sia pure non ancora consolidati e quindi ufficiali, hanno peraltro confermato un calo dei delitti in generale, dei furti in generale ed in appartamento, delle rapine e delle truffe nel periodo 1° gennaio-20 ottobre 2015, in raffronto con l’analogo periodo dello scorso anno».

Al riguardo, anche il procuratore Cappelleri ha dato atto che il territorio piacentino è adeguatamente  controllato e che i dati forniti confermano questa circostanza.

E’ stato esaminato, poi, alla presenza dei sindaci dei comuni di Castello, Borgonovo, Sarmato e Gragnano, il fenomeno dei furti di rame a danno di strutture elettriche, già affrontato in sede di riunione di coordinamento delle forze di polizia, cui hanno partecipato anche rappresentanti di Enel. «Tali furti - dice la prefettura - preoccupano soprattutto per la particolarità della zona di Piacenza in cui ci sono strutture, quali la Centrale di Salsominore, gravemente compromesse dall’alluvione del 14 settembre. Infatti oltre a determinare un effettivo e concreto danno economico ad Enel, tali fatti comportano importanti conseguenze socio-economico per l’effetto indotto sulla continuità dell’erogazione dell’energia elettrica per i servizi pubblici essenziali e per i privati. Le modalità di perpetrazione dei reati fanno pensare a bande, che operano anche  nelle province di Pavia e di Lodi, più che in altre zone del Nord Italia, formate - si ritiene - da numerose persone e ben organizzate in tutta la filiera (furto, disponibilità immediata camion, rottamaio etc.)».

«Al riguardo, sono in corso di predisposizione diversi servizi mirati, tenuto conto delle zone colpite dai furti, con il coinvolgimento delle guardie particolari giurate impiegate dall’Enel, nonché delle Polizie Municipali dei Comuni interessati, del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Provinciale».

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