La procura fa ricorso contro la scarcerazione dei poliziotti ai domicliari

La procura di Piacenza ha impugnato la concessione degli arresti domiciliari a quattro dei sei poliziotti arrestati nell'operazione antidroga condotta dai carabinieri in aprile. Al momento, in carcere resta un solo agente

Il pm Michela Versini e il procuratore capo Salvatore Cappelleri

La procura di Piacenza ha impugnato la concessione degli arresti domiciliari a quattro dei sei poliziotti arrestati nell'operazione antidroga condotta dai carabinieri in aprile. Al momento, in carcere resta un solo agente. L'inchiesta, ha detto il procuratore capo Salvatore Cappelleri, potrebbe presto avere una prima conclusione ed entro la fine di luglio la procura - l'indagine è condotta dai pm Michela Versini e Antonio Colonna - i magistrati inquirenti potrebbero chiedere il rinvio a giudizio e ipotizzare il giudizio immediato. C'è poi una seconda tranche di accertamenti, in corso da molto tempo sempre sui sei agenti, che ha portato a nuove accuse, le quali verranno valutate in seguito. Intanto, dagli ultimi interrogatori «il quadro probatorio ne è uscito rafforzato» ha spiegato il procuratore. Il titolare della procura ha, comunque, ribadito che non ci sono nuovi indagati.

La procura ha impugnato le scarcerazioni di Claudio Anastasio, Luciano Pellilli, Paolo Cattivelli e Luca Fornasari. Rimane in carcere Paolo Bozzini, mentre Enrico Milanesi - che ha la posizione più leggera - è libero. I poliziotti sono accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di stupefacenti, falso, corruzione.
Per i quattro, hanno spiegato Cappelleri e Versini, esiste ancora il pericolo di reiterazione del reato «in relazione allo svolgimento dei fatti e all'inserimento dei poliziotti in certi ambienti». Insomma, una delle esigenze cautelari (le altre sono il pericolo di fuga e l'inquinamento delle prove) sarebbe ancora ben viva. Per Fornasari, poi, «non è stata condivisa l'impostazione di merito del gip che ha concesso i domiciliari».

Fornasari aveva presentato un primo ricorso che era stato respinto. I difensori si erano allora rivolti al Tribunale del riesame che aveva di nuovo rigettato l'istanza confermando l'ordinanza di custodia cautelare del gip. L'ultima istanza, invece, presentata al gip (dove il pm aveva espresso un parare negativo) aveva avuto esito positivo e a Fornasari erano stati concessi i domiciliari. Secondo la procura, che l'ha impugnata, l'istanza era sostanzialmente uguale a quella presentata al Riesame e la difesa avrebbe dovuto ricorrere in Cassazione.

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Passando dal piano giuridico a quello operativo, tutti sono stati interrogati due volte. Bozzini, Anastasio e Fornasari si osono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ha parlato, invece, Cavaciuti. L'uomo, coinvolto in passato in episodi di spaccio, ha fornito «importanti elementi di riscontro all'attività della procura» ha detto Cappelleri. Cavaciuti, che non aveva risposto al primo interrogatorio del gip, ha deciso invece di parlare con i magistrati nel corso dei due seguenti interrogatori, così come hanno fatto alcuni poliziotti.

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