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Cronaca

«La tecnologia nelle indagini può tanto, ma non tutto»: il comandante del Ris sale in cattedra

Il colonnello Giampietro Lago, del Reparto investigazioni scientifiche dei carabineiri, ha incontrato gli studenti di Giurisprudenza dell'Università Cattolica: «La tecnologia ha portato una svolta decisiva nell'ambito del processo penale, anche se non è facile applicarla»

Nell’ambito della lezione “Processo penale e scienza: il ruolo del Ris nella fase delle indagini” il comandante del Reparto investigazioni scientifiche di Parma, Giampietro Lago, ha incontrato gli studenti della facoltà di giurisprudenza dell’Università Cattolica. Al tavolo dei relatori presenti anche il direttore del dipartimento di scienze giuridiche Antonio Chizzoniti, il professore di scienze forensi Cristiano Barbieri, la docente di procedura penale Paola Corvi. 

«Questo incontro – esordisce Antonio Chizzoniti – serve a collegare la teoria con la pratica e per questo la presenza del comandante Lago è molto importante per gli studenti di giurisprudenza». Il ruolo del Ris è rilevante nell’ambito del processo penale che opera su richiesta della Magistratura e dei reparti dell’Arma. Il Ris di Parma è uno dei quattro reparti italiani e si occupa del territorio dell’Italia settentrionale: gli altri si trovano a Roma, Messina e Cagliari.

Paola Corvi introduce la lezione del comandante Lago illustrando il ruolo dei carabinieri e i problemi relativi all’inserimento delle nuove tecnologie nel lavoro degli investigatori:  «La disciplina del codice di procedura penale sulle investigazioni, concepito nel 1988  – spiega Corvi - risulta a tutt’oggi lacunosa».

Il comandate Lago spiega la finalità dell'incontro con gli studenti: «La lezione di oggi ha l’obiettivo di formare e informare gli studenti sulle tematiche tecnico-scientifiche. Le nuove tecnologie hanno dato una svolta ma non è così facile e scontato applicarle in un processo». In risposta alla domanda posta riguardo gli elementi tecnici e scientifici che rischiano di sopraffare le vere e proprie investigazioni dichiara:  «Le cose stanno migliorando molto ma la scienza può tanto, non tutto». 

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