«La sicurezza non si improvvisa: siamo impiegati comunali o poliziotti?»

Diccap Sulpl: E’ ora di smetterla di giocare con la vita degli operatori della Polizia Municipale: per garantire sicurezza, dobbiamo essere messi in condizione di lavorare in sicurezza e avere le stesse tutele degli operatori delle altre forze di polizia

Dura presa di poiszione del sindacato di polizia locale Diccap Sulpl dopo le dichiarazioni del prefetto di Piacenza Anna Palombi che, durante il vertice in prefettura, ha annunciato l'introduzione del turno notturno per gli agenti della Municipale di Piacenza.

Scrive Miriam Palumbo, responsabile di area vasta del sindacato: «Come è noto, il Decreto Salva Italia di Monti ha escluso la Polizia Locale dal Comparto Sicurezza, questo significa che non abbiamo più le stesse tutele (equo indennizzo e causa di servizio) delle Forze di Polizia propriamente dette; noi siamo, fino a prova contraria, “impiegati comunali in divisa”, ma che quando fa comodo alle istituzioni devono trasformarsi in poliziotti. Come? Non abbiamo accesso alle banche dati (SDI), se non il portale dell’anagrafe per verificare la residenza dei cittadini di Piacenza e la composizione del nucleo familiare. Non abbiamo i giubbotti antiproiettile, o meglio ne abbiamo in dotazione, ma scaduti in aprile 2015. Ci viene corrisposta un’indennità di Pubblica Sicurezza al 20 per cento. Durante un posto di controllo o il rilievo di un sinistro stradale, corriamo gli stessi identici rischi dei colleghi delle Forze di Polizia, ma non siamo tutelati allo stesso modo. Su un normale controllo per norme di comportamento potremmo imbatterci in un terrorista, ma noi non abbiamo alcun modo per verificarlo. Inoltre, spesso la Polizia Locale nemmeno viene informata o nella migliore delle ipotesi è l’ultima a saperlo quando c’è un veicolo da ricercare o un soggetto pericoloso. Questa e solo questa è la realtà con la quale la Polizia Locale a livello nazionale e locale, con eccezione di poche realtà illuminate e all’avanguardia, deve confrontarsi». 

«Proprio oggi il Presidente francese Hollande ha dichiarato che la Polizia Municipale francese sarà equipaggiata con le armi della Polizia Nazionale. Evidentemente in Italia dobbiamo attendere il verificarsi di una carneficina tutta italiana per far si che qualcosa cambi; pensiamo ai nostri colleghi che in alcuni Comuni italiani stanno lottando a tutt’oggi per l’assegnazione dell’arma. Assurdo. Solo perché secondo alcuni sindaci che probabilmente non sanno neanche che lavoro facciamo, assegnare l’arma può ingenerare allarmismo nei cittadini. La strage di venerdì 13 ha fatto comprendere a Hollande che per difendere i cittadini è necessario che la Polizia Municipale venga equipaggiata e adeguata contrattualmente e dal punto di vista delle tutele alla Polizia di Stato. Noi cosa stiamo aspettando?»

«Da quanto letto si evince che durante il turno notturno il nostro compito preponderante dovrebbe essere quello di rilevare incidenti stradali, al fine di non distogliere dal controllo del territorio le Forze di Polizia Statali. E’ utile evidenziare che negli anni in cui la Polizia Municipale a Piacenza ha espletato il turno notturno su due servizi notturni a settimana, la media di incidenti rilevati in un anno è stata di 5. Sarebbe questo il gravoso compito di cui alleggerire i colleghi delle vere Forze dell’Ordine? Non vorremmo invece che, essendo fortunatamente bassa la media degli incidenti stradali da rilevare di notte, la singola Pattuglia della Polizia Municipale dovesse essere dirottata ad esempio sul controllo di locali con all’interno un numero considerevole di persone o su risse in zona Roma; se dovesse accadere qualcosa ad uno dei nostri operatori, il nostro sindacato si rivolgerà alle autorità competenti in materia di tutela dei lavoratori e denuncerà chi ha mandato allo sbaraglio i propri dipendenti, senza esitazione alcuna».

«E’ ora di smetterla di giocare con la vita degli operatori della Polizia Municipale. Anche noi, come il prefetto, vogliamo che i cittadini possano sentirsi al sicuro e vivere tranquilli; come Corpo facciamo tutto quanto è nelle nostre possibilità per adempiere a questo compito; ma per garantire sicurezza, dobbiamo essere messi in condizione di lavorare in sicurezza e avere le stesse tutele degli operatori delle altre forze di polizia. O impiegati o poliziotti. Non poliziotti di serie b o bancomat, a seconda delle necessità».

«Per quanto attiene alla penuria di “risorse”, ricordiamo in primis al Prefetto e poi al nostro Comandante che in tempi non sospetti, ed esattamente in aprile 2015 e poi ancora in giugno 2015, abbiamo posto all’attenzione del Prefetto, tra le altre, quella della necessità di revisionare i certificati medici, al fine di verificare se fosse possibile recuperare al servizio esterno qualche collega della Municipale, soprattutto se giovane anagraficamente. Le facciamo presente che ad oggi nulla, ma proprio nulla è cambiato. Riteniamo che sia doveroso da parte delle istiutuzioni, informate dei fatti più e più volte, farsi carico e risolvere determinate problematiche sollevate. Troppo facile invece chiedere solo ulteriori sforzi a chi ogni giorno è su strada, con sempre minori indennità e tutele, perché certe amministrazioni le studiano tutte, ma proprio tutte per continuare a giocare al ribasso con i propri lavoratori». 

«Si può chiedere anche la luna, ma la matematica non è un’opinione e se i numeri non ci sono, occorre risolvere determinate problematiche a tempo debito, il non affrontarle con polso, nella speranza che cadano nel dimenticatoio, e intanto continuare a chiedere maggiori sforzi sempre e solo agli stessi, non è evidentemente la soluzione migliore. Quando si verifica un’emergenza come quella terroristica che stiamo vivendo, bisognerebbe essere pronti ad affrontarla; non è corretto mettere a repentaglio solo la vita dei “diversamente impiegati comunali” per far credere che ci sia sicurezza. Noi non siamo carne da macello. La sicurezza non si improvvisa ed è un bene di tutti. Il Corpo di Polizia Municipale deve fare anche i conti con un Corpo anagraficamente anziano, che non è cosa da poco. Dal 1997 abbiamo raggiunto ormai il minimo storico, poco più di 100; di fatto in strada siamo sempre circa il 50 per cento e da maggio nulla è ancora cambiato in termini numerici sulle strade. Secondo gli standard minimi della Regione Emilia Romagna, la sola deputata a stabilire certi parametri, rispetto al numero di abitanti di Piacenza, gli Agenti di Polizia Municipale dovrebbero essere 121».

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