La storia di Falcone raccontata ai ragazzi: a Calendasco il laboratorio didattico sulla legalità

Prosegue l'attività di educazione alla legalità del Comune di Calendasco, che ha coinvolto la scuola media in un laboratorio didattico incentrato sulla figura del magistrato ucciso dalla mafia

La storia di Giovanni Falcone raccontata a chi, quel maledetto giorno di fine maggio di 24 anni fa, non era ancora nato. Prosegue l'attività di educazione alla legalità del Comune di Calendasco, che - dopo l'acquisizione al patrimonio del comune di un edificio industriale di Ponte Trebbia confiscato alla criminalità organizzata - ha coinvolto la scuola media in un laboratorio didattico incentrato sulla figura del magistrato ucciso dalla mafia.

Gli alunni delle classi terze hanno imparato a conoscere la vicenda umana e la lotta contro la piovra di uno degli eroi civili del nostro tempo sulle pagine di un libro: "Per questo mi chiamo Giovanni" scritto da Luigi Garlando e proposto attraverso una serie di incontri nell'ambito delle attività didattiche della biblioteca comunale.   

Da febbraio, attraverso incontri con cadenza settimanale, i giovani studenti hanno affrontato la lettura del volume, supportata da immagini e da momenti di confronto sui suoi contenuti. Il libro, pubblicato nel 2002, narra infatti la storia di Giovanni Falcone attraverso una modalità inedita: la voce di un padre che nella giornata del decimo compleanno del proprio figlio vuole ripercorrere la vicenda del magistrato ucciso dalla mafia. Un racconto che diventa itinerante, tramutandosi in un pellegrinaggio in alcuni dei luoghi simbolo a Palermo dell'attività di Falcone. Il ragazzino scoprirà così perché lo hanno chiamato Giovanni, essendo lui nato proprio nel giorno della strage di Capaci.

"Le immagini permettono - spiega la bibliotecaria di Calendasco Cinzia Cassinari, che ha condotto il laboratorio di lettura insieme alle docenti Marianna Capua e Anna Stevani - di rendere più vivida e concreta la lettura del testo. Davanti ai luoghi reali, alle foto del quartiere dove ha vissuto e operato Giovanni Falcone, i ragazzi si mostrano ancora più coinvolti, osservando le immagini delle strade dove è cresciuto Falcone, quelle del Tribunale chiamato 'il palazzaccio', dei coraggiosi colleghi che hanno lavorato con il magistrato e i componenti della scorta che hanno perso la vita insieme a lui. Per spiegare agli studenti come è strutturata una cosca mafiosa, sono poi partita dalla fotografia proiettata di un carciofo".

"Mentre leggiamo le pagine del libro - aggiunge - è fondamentale cercare sempre un dialogo con i ragazzi, per questo puntualmente faccio delle domande per coinvolgerli".

La conclusione del progetto didattico è prevista sabato 4 giugno, quando i ragazzi della scuola media saranno invitati nella biblioteca comunale, dove sarà inaugurata, alla presenza del sindaco Francesco Zangrandi, una sezione tutta nuova, dedicata al tema mafia e legalità. Un nuovo corpus di libri recentemente acquistati dalla biblioteca per far comprendete soprattutto ai più giovani cosa è la mafia. "Un grande ringraziamento - afferma il primo cittadino - va rivolto alle insegnanti che hanno colto la portata educativa della sfida di un percorso di educazione alla legalità, collaborando in modo attivo alle attività proposte insieme al supporto fondatamente fornito dall'associazione Libera di Piacenza".

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